Il Mostro di Edgeton

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Il Mostro di Edgeton

Messaggio  ShuddeM'ell il Lun 25 Giu 2012, 00:20

E' un tiepido 26 Agosto quando il Procuratore Seth Neumann contatta un collega e vecchio compagno di studi per far luce su un caso di triplice omicidio avvenuto due giorni prima nel piccolo villaggio di Edgeton, nel New England.

La mattina del 24 Agosto 1920 Trevor Douglass, un clochard, ha esploso dei colpi di Beretta cal.22 contro una famiglia, i Bennett, uccidendoli tutti e tre, Elizabeth (la madre), Edward (il padre), e Catherine (la figlia, ancora ventiduenne). L'assassino ha atteso che i tre uscissero di casa per una passeggiata, e poi li ha colpiti con sicura premeditazione. Incredibile a dirsi, l'uomo è poi svenuto per uno choc, forse dovuto alla sua instabilità mentale (Douglass era sotto cure psichiatriche) ed è stato trovato perciò sul luogo del crimine con l'arma del delitto.

Nonostante il verdetto risulti ovvio, il Procuratore ha contattato per vie non ufficiali l'Avvocato Thomson, che è accorso sul luogo per condurre una breve inchiesta per conto di Neumann. L'obiettivo non è verificare dati riguardo alla colpevolezza di Douglass, quanto cercare di comprendere meglio la situazione che è attorno al suo profilo psicologico, e pertanto il movente che può aver spinto una persona così tranquilla e ben voluta da tutti a compiere un gesto così efferato.

I servigi dell'Avvocato Thomson sono stati richiesti per la sua discrezione e per via del suo "team" di specialisti nell'ottenere informazioni.

Il giorno 27 Agosto Thomson e il suo gruppo arrivano.
Con la figura alta e sempre elegante dell'Avvocato, giungono un splendida ragazza giovanissima (bene presto si sparge la voce che sia la figlia del Capitano Joe "Falco" Miller della polizia di New Orleans), un losco tuttofare col volto coperto da una bruttissima cicatrice (tutti si rivolgono a lui chiamandolo "Scarred"), e una ragazza piuttosto fuori luogo, giovane, altissima e piuttosto brutta, sempre con dei grossi libri sotto al braccio.
Thomson e i suoi prendono subito contatto con le forze di polizia, fissano la loro partecipazione alla perizia del giorno successivo sui cadaveri delle vittime, e chiedono di poter esaminare il luogo del delitto.
Trovano alloggio con facilità vicino alla stazione di polizia, nell'Ostello dei coniugi Stanford.

Il 28 Agosto, alle ore 7 di mattina circa, presumibilmente l'ora in cui si era svolta la strage due giorni prima, i tre con Thomson si dirigono sul luogo del delitto, accompagnati dal Commissario Beard e dall'agente Smith.
La tenuta dei Bennett si trova a una decina di minuti di macchina dal centro di Edgeton, sempre proseguendo in direzione Nord per la strada sterrata oltre il ponte sul torrente Miskatonic, su per le pendici della Montagna Nera.
La grande villa bianca in stile liberty è luminosa e ben tenuta, e i sigilli gialli canarino della polizia sono ben evidenti sulle porte al piano terra.
Tuttavia l'agente Smith, impassibile e distaccato, guida gli investigatori sul retro della casa, e poi su per il Vecchio Querceto fino al capanno degli attrezzi che è in pratica immerso nel verde della foresta che si inerpica su per la Montagna Nera. Qui si trova la zona precisa dove sono stati trovati i corpi esanimi di vittime e carnefice, con tanto di arma del delitto ancora alla mano.
I quattro si dividono i compiti e perlustrano efficientemente la zona, notando innanzitutto la grande distanza fra i tre cadaveri: Elizabeth (la madre) si sarebbe accasciata, dopo essere stata colpita alla testa, a pochi metri dal capanno dal quale era partito l'agguato di Douglass; la sagoma di Edward, invece, è a una decina di metri dalla moglie; è morto dopo essere stato colpito alla schiena. La ragazza invece desta più dubbi: il suo corpo è stato ritrovato supino, ancora più distante di quello di Edward. Gli investigatori perlustrano anche la zona attorno alla sua sagoma, e alzando gli occhi notano che una fuliggine nera ha macchiato molte foglie degli alberi nella zona sopra al luogo dove è stato rinvenuto il cadavere di Cathrine.
Durante questa perlustrazione l'avvocato Thomson elude un momento la sorveglianza dell'agente Smith e entra furtivamente nel capanno degli attrezzi dei Bennett. Dentro al piccolo locale sono ammassati strumenti da lavoro per mantenere il giardino e fare scorta di legna, oltre a grossi fasci accatastati in pile regolari. Troppo regolari secondo l'occhio di Thomson, che scopre sotto ad alcune legne una cassaforte dall'apertura manomessa. Rimandando a dopo le varie domande che gli si affollano alla mente, apre la cassaforte e all'interno trova un libro molto pesante, un tomo di circa un migliaio di pagine spesse e ingiallite, senza titolo, rilegato di cuoio e borchie. Facendosi aiutare dai compagni in modo da distrarre l'agente Smith e il commissario Beard, l'avvocato riesce a portare il tomo nella sua macchina, e da lì fino alla locanda dove alloggia assieme ai compagni.
Questi ritornano proprio lì dopo poco, insoddisfatti per la perizia quanto esaltati per la scoperta della cassaforte e dell'immenso libro.
Lucy Cartwright, la ragazza altissima e goffa, sfoglia il libro e conclude che è scritto in due lingue differenti; una di sicuro è latino tardo; l'altra lingua è incomprensibile. Lucy è una studiosa di Antropologia, e non conosce molto le lingue antiche, ma il tomo la affascina ugualmente e si prende la briga di tradurlo o almeno capire di che parla, visto l'importanza centrale di mantenerlo in una cassaforte.
I compagni invece escono di nuovo dall'ostello e si dirigono verso il commissariato, per conferire con il Medico Legale, tale Dottor Stevenson Jr., in procinto di ultimare le autopsie.
Scoprono presto molte notizie utili; confermano che la morte dei due coniugi è avvenuta come credevano: Elizabeth è stata colpita alla testa, la pallottola della Beretta Cal.22 è penetrata dalla fronte; Edward invece è stato colpito al cuore sempre da una Cal.22 che è penetrata dalle spalle, perforando anche la zona dello sterno.
La notizia assurda riguarda invece la morte della giovane Cathrine, che presenta una ferita insolita; il coroner ci tiene particolarmente a mostrarla agli investigatori: un enorme foro conico ha sventrato la ragazza, aprendone letteralmente il petto, frantumando costole e organi vitali limitrofi. Il dottor Stevenson chiede agli investigatori, non senza una punta di sarcasmo, di ricercare come arma del delitto un cannone o una grossa lancia da cavaliere, perchè una ferita simile può essere provocata solo da un'arma simile.

Nel suo ufficio il commissario presenta agli investigatori una busta contenente l'arma del delitto, una Beretta Cal.22, trovata vicino a Douglass, e con le sue impronte sull'impugnatura. Mancano tre colpi dal caricatore. Il numero di serie dell'arma è stato cancellato in modo brutale, grattando via le cifre con una punta metallica. "Scarred" si interessa al caso e chiede al commissario di poter avere l'arma per poche ore. Ottenuto il permesso, afferra l'arma e si incammina al negozio di armi da caccia e munizioni di Edgeton.
Tobias Jackson è restio ad aprire i propri registri ad un estraneo, ma pochi minuti in compagnia del tremendo contrabbandiere di New Orleans trasformano il cinico armaiolo in un collaborativo agnellino. La pistola è stata comprata dal signor Stanford, molto tempo fa.
Ora Scarred ha una una questione in più da risolvere in osteria, oltre al pranzo imminente.

Nel frattempo gli altri investigatori conoscono il Dottor John Presley, medico curante dell'imputato, e il suo balbuziente avvocato d'ufficio, Joe Stacey. Assieme a loro due si recano alla cella del clochard, trattenuto con una camicia di forza per evitare che possa compiere atti autolesionisti. L'uomo è in condizioni pietose, catatoniche. Mormora parole a caso, spesso simili a delle cantilene sottili, rotte dal pianto.
Il Dr. Presley ci tiene a riferire che l'uomo era considerato assolutamente innocuo anche alla luce della sua perizia avvenuta in data 20 Novembre 1920, in cui l'uomo aveva sviluppato un brutto esaurimento, e in seguito trattato con l'assunzione dei Red Devils [= Secobarbital].
L'avvocato Stacey è più preoccupato per l'udienza che altro, ma si pone in assoluta collaborazione con gli investigatori.
All'ora di pranzo gli investigatori con l'avvocato Thomson si ritrovano assieme alla locanda della signora Stanford, e cercano di ricollegare i fatti. Alla richiesta di spiegazioni riguardo all'arma acquistata dal marito, la signora Stanford risponde con disponibilità, spiegando che l'arma era destinata a lei. Il marito infatti la acquistò perchè temeva che la moglie, durante le sue gite per i boschi, potesse imbattersi in un orso. Tuttavia l'arma non fu mai usata, e Laura Stanford, dopo diversi anni, la prestò alla sorella Nora Stapleton che tuttora vive nella vecchia casa Stapleton ai piedi del Vecchio Querceto. Lei ne aveva più bisogno, conclude Laura.

[fine parte 1, corrispondente a circa la prima partita più metà della seconda... presto includerò anche le altre!]

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Re: Il Mostro di Edgeton

Messaggio  Kordian il Lun 25 Giu 2012, 10:28

Attendo con ansia il seguito del "film"... Smile mi sto facendo delle idee di come potrebbe essere andata la cosa... mmmh
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Re: Il Mostro di Edgeton

Messaggio  ShuddeM'ell il Lun 25 Giu 2012, 11:02

Kordian ha scritto:Attendo con ansia il seguito del "film"... Smile mi sto facendo delle idee di come potrebbe essere andata la cosa... mmmh

sono un assiduo lettore dei racconti dello scrittore di Providence.
Ovviamente sono solo uno schifoso imitatore^^

Sto meditando anche di sventrare la storia una volta terminata, e mostrarvi il retroscena cronologico, se proprio volete vedere come creo le mie avventure... mr green

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Re: Il Mostro di Edgeton

Messaggio  Randolph Carter il Lun 25 Giu 2012, 13:25

Bellissimo resoconto ShuddeM'ell !
L'atmosfera mi ricorda molto i gialli di Philo Vance! Mannaggia... a leggere queste cose, mi viene la smania di partecipare come giocatore...

Ah, ma la cittadina di Edgeton è di fantasia vero?

Aspetto con molta curiosità il seguito ok

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Re: Il Mostro di Edgeton

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Lun 25 Giu 2012, 16:10

Accidneti! molto interessante, voglio proprio conoscere il seguito. Cthulhu

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Re: Il Mostro di Edgeton

Messaggio  ShuddeM'ell il Mer 27 Giu 2012, 00:04

[parte 2]



Gli investigatori, terminato il pranzo, decidono di dividersi:
Lucy si dirige verso la piccola biblioteca di Edgeton per avere la calma e il materiale per cercare di comprendere parte degli scritti sull'enorme libro sottratto alla cassaforte nel capanno dei Bennett.
"Scarred", Sandra Miller e l'avvocato Thomson si dirigono invece alla taverna "The Watering House", per raccogliere informazioni.
I proprietari, unici presenti nel primo pomeriggio, spiegano ai tre che l'omicidio dei Bennett ha gettato tutti nel più profondo sconforto. La piccola società non era
mai stata scossa da eventi di simile portata, e il povero Douglass era considerato da tutti "un povero diavolo" che era più da aiutare che da temere. Nessuno lo
considera in grado di aver compiuto un delitto simile.
La vita del clochard sembra essere dominio pubblico, e così gli investigatori premono su questo punto per scoprirne le abitudini. Vengono a conoscenza del fatto che Douglass pernottava spesso presso la chiesa quacchera della SS. Misericordia, gestita dal Reverendo Solomon e sua moglie.

Nella biblioteca Lucy tenta con ogni dizionario di lingue antiche, pur di riconoscere la strana lingua che cela le informazioni di metà del gigantesco tomo di pelle. Dopo svariate ore senza risultati, i suoi occhi si mettono involontariamente a frugare per la stanza in cerca di una distrazione, fino ad incontrare cataste di riviste risalenti agli anni prima. E... fra tutte una le salta agli occhi. Senza quasi sapere perchè afferra un giornale che promette di fornire i numeri utili per giocare al lotto...
8 e 24
5 e 10
8 e 11
"se non conoscete nemmeno un numero fortunato, giocatevi quelli sfigati" annuncia il retro del magazine.
Lucy rabbrividisce e torna automaticamente al suo libro, lo sfoglia, e torna alla parte iniziale, circa alla centesima pagina, nella parte in latino.
eccoli
non li ha soltanto immaginati
XXIV mense VIII
V mense X
VIII mense XI
Rimanendo abbagliata ancora un attimo prima di ritornare all'articoletto di fondo della rivista di infima categoria, che dice che "i numeri infausti del New England quest'anno porteranno invece fortuna".
I numeri infausti?
Lucy riprende lo scritto latino... Deve riuscire a capire almeno il senso generale della parte latina attorno a questi numeri. La parte strana aspetterà.

Il reverendo Salomon si trova in casa sua con la moglie.
Quando i l'avvocato e i suoi due collaboratori arrivano trovano un aria davvero pesante, contrita e carica di lutto.
Solo il reverendo riesce a proferire parola per regalare poche informazioni già note quando gli viene chiesto degli usi di Douglass.
Ma quando gli investigatori passano a chiedere della famiglia Bennett avvengono reazioni a dir poco esagerate. Solomon sbianca, e la moglie singhiozza uno strozzato e liberatorio "diglielo" rivolto al marito.
"So che possiamo passare da pazzi, ma abbiamo avuto sotto agli occhi un dettaglio tremendo che non riusciamo a scordare in nessun modo. Il 5 Gennaio la signora Stapleton ci aveva convocati con insistenza per fare da tramite nel dialogo con i vicini Bennett, che a detta della signora erano rumorosi e sicuramente bisognosi di aiuto. Decidemmo di seguire la vecchia, più per compiacere lei che perchè credevamo realmente che ci fosse bisogno di parlare con i Bennett. Ci recammo alla villa, e trovammo la giovane Catherine INCINTA, e per giunta sembrava anche di molti mesi. Ora che si è consumato il delitto, ci chiediamo che fine abbia fatto il figlio, e scopriamo che siamo assolutamente gli unici ad averne notato la presenza, perchè Catherine non era incinta quando è stata uccisa, e nessuno ha visto o sentito parlare di questo figlio.
è SPARITO.
Stiamo cominciando a impazzire per questo mistero"

Passato altro tempo sul tomo, Lucy traduce il frangente nel quale il testo latino cita le date considerate infauste.
In breve, il testo parla di alcune superstizioni Romane ereditate dai Greci, fra le quali quella dell'apertura, in concomitanza con queste date, del cosiddetto "Caereris Mundus", un collegamento fra il mondo dei vivi e quello dei morti; la data, a detta dell'autore, era presa sicuramente per ragioni di simbolismi legati alla terra e al lavoro dei campi. Inoltre, l'apertura di questo varco non avrebbe mai permesso ai morti di uscire, mentre invece costituiva un problema per i vivi, che potevano varcarne i confini e passare al di là.
Stordita da simili considerazioni, Lucy non si perde d'animo, e in breve riesce anche a riconoscere che il passo sul Caereris Mundus appartiene a una famosissima Epitome del Carolingio Paolo Diacono, che riprendeva il grammatico Romano Fasto.
Lucy realizza ora che le pagine latine che sfoglia sono state vergate novecento anni prima.

[fine parte 2, metà della seconda giocata]

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Re: Il Mostro di Edgeton

Messaggio  Jason Scarr il Mer 27 Giu 2012, 21:46

caspita !
che dire ... applausi, complimenti e tanto di cappello !

riferimenti storici, eccellente costruzione del background... il tutto raccontato con uno stile narrativo asciutto che non impone emozioni al lettore, le ispira liberamente con la descrizione dei fatti

mi rendo conto anche che devi avere dei buoni giocatori per un'avventura del genere, la dove per buoni non intendo semplicemente "sgamati" o esperti, ma gente che sappia ben calarsi nell'atmosfera e che abbia il giusto ritmo.

Credo che una buona avventura non dipenda mai solo dal narratore: lui fa quello che può ed arriva fino ad un certo punto.
Il resto lo fanno i giocatori e la sintonia che si crea tra loro ed il narratore.

Non è facile che si formi quella sintonia, ma quando succede ... e beh ... it's magic
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Re: Il Mostro di Edgeton

Messaggio  ShuddeM'ell il Gio 28 Giu 2012, 00:08

Eh si, i miei giocatori (che vengono tutti da campagne storiche di D&d) sono abituati a mettere l'interpretazione davanti a tutto, favorendo anche lo scorrimento dell'azione. Pochi OFF, tanto divertimento anche per il Custode, te lo assicuro ^^

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Re: Il Mostro di Edgeton

Messaggio  ShuddeM'ell il Sab 07 Lug 2012, 02:55

Il reverendo Solomon si trova in casa sua con la moglie.
Quando l'avvocato e i suoi due collaboratori arrivano trovano un aria davvero pesante, contrita e carica di lutto.
Solo il reverendo riesce a proferire parola per regalare poche informazioni già note quando gli viene chiesto degli usi di Douglass.
Ma quando gli investigatori passano a chiedere della famiglia Bennett avvengono reazioni a dir poco esagerate. Solomon sbianca, e la moglie singhiozza uno strozzato e liberatorio "diglielo" rivolto al marito.
"So che possiamo passare da pazzi, ma abbiamo avuto sotto agli occhi un dettaglio tremendo che non riusciamo a scordare in nessun modo. Il 5 Gennaio la signora Stapleton ci aveva convocati con insistenza per fare da tramite nel dialogo con i vicini Bennett, che a detta della signora erano rumorosi e sicuramente bisognosi di aiuto. Decidemmo di seguire la vecchia, più per compiacere lei che perchè credevamo realmente che ci fosse bisogno di parlare con i Bennett. Ci recammo alla villa, e trovammo la giovane Catherine INCINTA, e per giunta sembrava anche di molti mesi. Ora che si è consumato il delitto, ci chiediamo che fine abbia fatto il figlio, e scopriamo che siamo assolutamente gli unici ad averne notato la presenza, perchè Catherine non era incinta quando è stata uccisa, e nessuno ha visto o sentito parlare di questo figlio.
Stiamo cominciando a impazzire per questo mistero"

Passato altro tempo sul tomo, Lucy traduce il frangente nel quale il testo latino cita le date considerate infauste.
In breve, il testo parla di alcune superstizioni Romane ereditate dai Greci, fra le quali quella dell'apertura, in concomitanza con queste date, del cosiddetto "Caereris Mundus", un collegamento fra il mondo dei vivi e quello dei morti; la data, a detta dell'autore, era presa sicuramente per ragioni di simbolismi legati alla terra e al lavoro dei campi. Inoltre, l'apertura di questo varco non avrebbe mai permesso ai morti di uscire, mentre invece costituiva un problema per i vivi, che potevano varcarne i confini e passare al di là.
Stordita da simili considerazioni, Lucy non si perde d'animo, e in breve riesce anche a riconoscere che il passo sul Caereris Mundus appartiene a una famosissima Epitome del Carolingio Paolo Diacono, che riprendeva il grammatico Romano Fasto.
Lucy realizza ora che le pagine latine che sfoglia sono state vergate novecento anni prima.

Uscendo dalla casa del Reverendo Solomon l'Avvocato Thomson spiega a "Scarred" e a Sandra che il caso si sta facendo fin troppo strano, e si avvia alla stazione di Polizia per avvertire telefonicamente il Procuratore Neumann.
I due decidono invece di investigare sul conto di una persona che hanno già sentito nominare ben due volte in due frangenti diversi: Nora Stapleton.
Si dirigono verso la vecchia casa Stapleton, a nord, alle pendici della Montagna Nera, dove inizia a infittirsi il Vecchio Querceto.
Nascosta dalle fitte e mal sagomate frasche del bosco, un cancello metallico porta alla vecchia Villa, con il breve tetto spiovente e le scure e alte finestre. Sandra e Scarred provano invano più e più volte a suonare il campanello e a bussare al portone pesante, ma l'interno risuona echeggiando.
Dopo un quarto d'ora i due decidono di fare un giro attorno all'abitazione.
Le alte vetrate delle finestre lasciano intravedere parte delle stanze del piano terra, illuminate dalla luce del tramonto.
Sembra che all'interno ci sia molto disordine, i mobili sono in gran parte ammassati contro le pareti, e i soffitti sono ricoperti da lunghe bruciature fuligginose.
Attorno all'abitazione ci sono grate di ventilazione che rivelano la presenza di una cantina o un piano sotterraneo, ma l'ingresso, concludono i due, non può trovarsi all'esterno.
Scarred con i suoi metodi rudi propone di fare irruzione dentro la villa, ma Sandra non è dell'idea che entrare senza essere invitati o scortati da un ufficiale di Polizia serva a qualcosa più che beccarsi una denuncia, e i due prendono la via del ritorno, riproponendosi di ritornare il giorno successivo.

Lucy, dopo l'intero pomeriggio trascorso china su testi di lingue antiche, conclude che la seconda parte del grosso tomo in suo possesso è scritto con tutta probabilità in una forma di antico Norreno runico, con tratti grafici non del tutto chiari ancora. I testi in possesso della biblioteca sono insufficienti anche solo per tradurre un discorso.
La studiosa è provata. Chiude i pesanti libri e nella stanchezza il suo occhio ricade sulle rubriche di quelle tanto popolari riviste... tutte scritte dalla stessa persona.
S. Derek.
La rivista Arkham Lighthouse lo ha sempre ritenuto degno del compito di decidere quali fossero i numeri infausti del New England.
Tornata verso la pensione degli Stanford, Lucy si fa passare una telefonata diretta alla redazione di una rivista della vicina Arkham, quindi chiede subito informazioni dal redattore capo.
"Simon? è partito, mi spiace. Doveva svolgere un importante servizio in un'area di sua competenza. Pare si sia recato per la prima volta a fare un articolo VERO; in quel paese sulla Montagna Nera, Edgeton, mi pare si chiami. Ha molto insistito col Direttore perchè potesse buttare giù lui due righe"

Gli investigatori si ritrovano assieme, cenando si scambiano tutte le informazioni che sono riusciti a ottenere singolarmente, e poi prendono una decisione importante prima di coricarsi: Il grosso Tomo, che sembra assumere molta importanza, deve essere tenuto dentro un baule nella camera di Scarred, onde evitare che qualcuno lo possa trafugare.

La mattina successiva alla pensione Stanford si presenta un nuovo ospite, che si introduce amichevolmente come Simon Derek, giornalista dell'Arkham Lighthouse. Subito Simon si rivela un tipo sfuggente e capace abilmente di estorcere informazioni. Ogni richiesta di chiarimenti che gli viene fatta diventa una viscida controrichiesta, e gli investigatori non riescono a carpire praticamente nulla da lui.
Lucy decide di muoversi come il giorno precedente e tentare una ricerca più accurata nella biblioteca.
Sandra, Scarred e l'avvocato Thomson si avviano invece verso l'ufficio del commissario per sapere qualche novità.

Il commissario Beard è particolarmente nervoso per via di un colloquio acceso avuto con il Procuratore, che esige rapidità nel trovare la nuova arma del delitto prefigurata dall'autopsia sul cadavere di Catherine avvenuta il giorno precedente.
Gli investigatori notano dal commissariato un particolare che li porta a uscire: Simon Derek sta partendo con la sua macchina con molta fretta, sgommando, in direzione Nord. Un giovane vestito da meccanico gli corre e urla dietro le spalle.
Il giovane biondo e dall'aria sfrontata riferisce con uno strano accento agli ufficiali e agli astanti che l'uomo che è appena partito gli ha sottratto degli attrezzi da lavoro ed è fuggito.
Il commissario, sbuffando, decide di ignorare la questione, ma Sandra e Scarred decidono di seguire Derek e cercare di capire il motivo che lo ha spinto a rubare.
Ma prima che i due investigatori lo riescano a fermare, il giovane meccanico californiano mette in moto un grosso furgone appartenente al suo ultimo cliente e parte per il Vecchio Querceto.
I due si guardano attorno. Sono rimasti senza un passaggio.
No. Ecco!
Un allegro fattore sta imboccando ora la via del nord con il suo lento trattore, sul quale Sandra e Scarred riescono a salire, convincendo l'uomo a portarli su per la strada segnata dagli pneumatici del grosso furgone.
Il mezzo è lento.
Dopo circa dieci minuti passa sopra al Torrente Miskatonic e entra nella boscaglia.
Sandra e Scarred vedono il mezzo del meccanico parcheggiato in malo modo.
Si trova di fronte al cancello di casa Stapleton.
Scendono.
In mezzo al piazzale, di fronte al portone dell'alta costruzione, c'è un corpo reso irriconoscibile dal sangue in cui è immerso.
I due si avvicinano cauti. è Simon Derek.
Un'immensa apertura nel torace, una enorme punta lo deve aver colpito, uccidendolo.
Sandra e Scarred si voltano e prestano attenzione a ciò che è attorno a loro.
Un'uomo fa capolino da dentro il furgone. è il ragazzo. è il meccanico.
Sembra spaventato oltre ogni immaginazione. Tiene il volante, lo abbraccia.
Uno scricchiolìo desta tutti.
Improvvisamente, dove la sera prima non c'era nulla, si apre una botola di legno, e una vecchia signora, incanutita e spaesata, esce dalla cantina della sua casa.
Gli investigatori vedono la somiglianza nell'aspetto con la sorella Laura.
Hanno appena il tempo di risconoscere la signora Nora Stapleton, prima di sentire un'altra autovettura che si avvicina.
L'agente Smith esce dalla macchina e ammira la scena strabuzzando gli occhi. Poi recupera la sua freddezza e intima un
RESTATE TUTTI IMMOBILI
con la radio contatta subito il commissariato per avere rinforzi.
"è ancora qui" sussurra il giovane meccanico a Scarred.
" io l'ho visto!"


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Re: Il Mostro di Edgeton

Messaggio  ShuddeM'ell il Sab 07 Lug 2012, 02:56

[ho rimesso due paragrafi che contenevano errori di battitura]

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