[PBF] Il Profondo

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Messaggio  torakfade il Gio 27 Dic 2012, 10:41



Max raccoglie l'invito dell'agente Finn, e posata la sua valigia in un angolo si siede composto. Tira un gran respiro per calmarsi e raccogliere le idee, quindi inizia il racconto:

"Partiamo dal principio, e poi faremo i necessari collegamenti. E' stata una serata assai strana. Vede, agente Finn, ero giunto all'hotel da voi indicato e avevo appena posato la mia valigia in camera, quando ho udito una conversazione telefonica attraverso il muro proveniente dalla stanza vicina alla mia; la persona che parlava era visibilmente agitata, parlava di dover svolgere una sua 'parte' in qualcosa, di avere un detective alle calcagna, che avrebbe dovuto pagarlo di tasca sua e di liberarsi definitivamente del problema. Infine ha detto che si sarebbe incontrato con l'interlocutore domani sera, nello stesso posto. Il detective di cui parlava è ora qui con noi, il signor Green" - e con un gesto lo indica - "E solo più tardi avrei capito a quale 'parte da svolgere' si riferiva."

"Più tardi, sono sceso al bar dell'hotel per una bevanda, quando un uomo è sceso dai piani superiori e si è incontrato con i due signori qui presenti, i quali avevano ritrovato un telegramma di sua proprietà. Ho avuto il dubbio che il signor Green fosse la persona nominata al telefono in precedenza, dato che lo ha pagato in contanti per un compito da lui svolto in precedenza. Quando gli hanno riconsegnato il telegramma, sono cominciate tutte le stranezze; quest'uomo, tale signor Gray, ha cominciato a comportarsi da folle, negandone prima l'importanza e poi venendo da me, un perfetto sconosciuto, e sventolandomelo in faccia chiedendomi se secondo me era un telegramma. Era estremamente nervoso, desideroso di confermare una qualche sua idea evidentemente."

Fa una pausa ad effetto, prima di proseguire:

"Il fatto è che quel telegramma parlava della Deering. Ora, mi sono subito incuriosito, e mentre Gray si era distratto ho invitato il detective ad aiutarmi a recuperare quel telegramma, ed assieme all'altro nostro compare abbiamo convinto l'uomo a mostrarcelo con calma nella sua stanza. Stanza che, guarda caso, era proprio quella di fianco alla mia. A quel punto i miei sospetti iniziali erano confermati, quest'uomo sapeva qualcosa di importante per la nostra indagine. Ci ha rivelato, malvolentieri, che il telegramma era un falso realizzato per calmare l'opinione pubblica e convincere tutti che la scomparsa della Deering è dovuta a un banale assalto di pirati. Inoltre ha sostenuto che il detective qui presente avesse un sicario alle calcagna, pronto a farlo fuori."

A questo punto, comincia a ricordare le scene peggiori, con non pochi brividi...

"Poi è successo il problema peggiore. Gray non ha fatto in tempo a finire di dirci quel che sapeva, dato che la sua testa è ... come dire ... esplosa. Temendo un cecchino appostato fuori dalla finestra, ci siamo messi al riparo, ma da una rapida indagine e tramite le mie conoscenze in medicina, ci siamo resi conto che nessun colpo è provenuto dall'esterno, né si è udito alcuno scoppio: la testa di quell'uomo è esplosa ... so che sembra una follia, ma tutto porta a questo ... dall'interno. C'erano schegge d'osso conficcate nei muri a 360 gradi, la finestra era bucata ma i vetri erano caduti fuori, e la conformazione delle ferite non indicava un colpo ricevuto dall'esterno."

"Nel giro di pochi minuti, il tempo di riprenderci da quanto avvenuto, vi abbiamo telefonato. Questo è tutto quel che so; abbiamo con noi il telegramma, e non so se i miei collaboratori hanno qualcosa da aggiungere a quanto detto finora. Gradirei, se possibile, un bicchier d'acqua" - dice, schiarendosi la gola e attendendo le reazioni dell'agente Finn o eventuali aggiunte dei suoi compari.
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Gio 27 Dic 2012, 14:18

La fronte alta dell'agente Finn si corruga leggermente nell'ascoltare l'ultima parte del racconto, ma poi torna a distendersi e ad allargarsi nella solita espressione serena. Avvicinandosi un piccolo vassoio con dei bicchieri ed una brocca d'acqua invita l'avvocato Hoffman a servirsi, poi posa lo sguardo sugli altri due colleghi.

"Signori, vi prego, non fatevi remore. Ai fini delle indagini per questo caso siamo colleghi a tutti gli effetti; vi prego perciò di essere sinceri e di non farvi problemi se alcune strane situazioni che si ingenerano possono risultare imbarazzanti da narrare. Ho avuto precedenti anche io con fatti inspiegabili riguardo a questo caso. Ci lavoro ormai da mesi. Cerchiamo di essere chiari l'un l'altro.

Cosa è successo in quella stanza?"
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  tofone2 il Ven 28 Dic 2012, 12:37

Abe si fa coraggio e lascia che i ricordi, relegati fino a quel momento in un antro ben sigillato della sua memoria, rinizino ad affiorare. Con voce rotta e tremolante finisce il racconto del collega:

"Purtroppo le disgrazie di Gray non si limitano ad una morte inspiegabile. Prima di abbandonare l'hotel io e il signor Green ci siamo reintrodotti nella camera di Gray per recupearare il telegramma e verificare. Può immaginare il nostro orrore nello scoprire che la stanza, che fino a pochi minuti prima era imbrattata dei resti della testa di quel uomo, ora era completamente riassettata, niente fuori posto. Come se non vi avesse alloggiato nessuno. Era tutto in ordine se non per il telegramma macchiato di sangue in mezzo alla stanza..." -il comico trae un profondo respiro per trattenere un conato di vomito- "... e il corpo di Christopher Gray orribilmente schiacciato sul soffitto in una macchia di sangue e brandelli di vestiti." -riprende fiato un'altra volta- "Ora se non volete sul vostro pavimento una riproduzione in scala di quel orrore vi prego di indicarmi il bagno."

Abe continua a trarre profondi respiri nel disperato tentativo di controllarsi.


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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Dom 30 Dic 2012, 03:01

"Respiri profondamente, tenga, cerchi di calmarsi" dice l'Agente speciale senza scomporsi, con una nota di pacata gentilezza in fondo alla voce. Porge un bicchiere d'acqua al comico, poi si premura di indicare la via per il bagno più vicino all'ufficio.
"Non vi nego che la cosa mi lasci perplesso, ma non sono nuovo dei fatti che mi raccontate; a costo di sembrarvi poco professionale voglio farvi questa confessione: non è la prima volta che mi trovo di fronte ad una morte in circostanze così strane. Da quando ho accettato questo caso continuo a incappare in stranissimi eventi, assurdi e impressionanti, e rischio spesso di perdere la capacità critica che mi consente di indagare e svolgere il mio lavoro.
Da un certo punto di vista sono quasi contento di aver qui dei colleghi, dei compagni di sventura che confermino che non sono del tutto pazzo.

Scusate... ho il difetto di voler vedere sempre del buono in tutto quello che mi circonda...

Agente Green... ha da aggiungere qualcosa? qualche dettaglio riguardo alla vicenda?
Qualsiasi cosa potrebbe esserci utilissimo, anche se ora magari può sembrare solo un dettaglio inutile... ?"
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Mar 01 Gen 2013, 20:44



"Tutta la descrizione fornita dal signore qui a fianco a me è tutta fottutamente vera, quel maledettissimo di un Gray è stato rivoltato come una frittata.... (si ferma come a riprendersi dalla visione appena avuta in mente) l'unica cosa da aggiungere che appena subito dopo lo "sparo" guardando fuori dalla finestra per vedere se dal palazzo di fronte vi fosse un killer, ho notato una flebile lucina rossa all'interno di una stanza buia.... ma sinceramente era l'ultimo dei problemi in quel momento....."

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Mer 02 Gen 2013, 00:44

L'agente speciale annuisce, senza alcun cenno di incredulità sul volto.

"Va bene, controlleremo anche tutte le finestre degli appartamenti di fronte, appena sarà possibile.
La cosa che dovete tenere a mente ora è che non siete soli, ma avete alle spalle la collaborazione del nostro ufficio nel dirimere questa serie di eventi assurdi che turbano tuttora anche i miei sogni.
Se avete qualsiasi dubbio o domanda io resto a vostra piena disposizione, sempre che collaboriate insieme a me nel raccogliere i tasselli di questo malevolo e sfuggente mosaico.

Non tornate al Plaza per nessun motivo entro i prossimi mesi.
Il Dr. Ritchey mi ha riferito che la vostra operazione dovrebbe estendersi anche a Barbados.
Quando avrete bisogno del nostro idrovolante non avete che da alzare la cornetta e chiedere, anche fosse domani stesso"
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  tofone2 il Mer 02 Gen 2013, 23:18

Abe corre immediatamente nel bagno dell'ufficio e ci si chiude dentro. Dall'altro lato della porta si sentono i rigurgiti del comico sconvolto dal ricordo della stanza. Dai rumori è facile immaginarlo piegato sulla tavolozza del bagno a vomitare dessert, primo, antipasto e dolce. Dopo qualche minuto si sente prima lo sciacquone, poi l'acqua del rubinetto scorrere. Seguono alcuni istanti di silenzio e la porta del bagno si riapre.
Abe rientra nella stanza, ancora un po' pallido in volto, ma decisamente meno scosso e soprattutto sorridente e completamente in ordine.

Se al Plaza mi avessero servito il tè sarebbe stato un lavoro più semplice. Non mancherò di presentare reclamo per il disservizio al piano bar. Mi scuso per l'inconveniente agente Finn.

Rimane qualche momento in silenzio poi gli balena in mente un altro particolare di non poco conto.

Chiedo perdono, mi sono giusto ricordato di un problema non trascurabile. Uscendo dal hotel i suoi uomini ci hanno prelevato senza darci tempo di pensare o parlare. Il risultato è che la mia macchina è ancora parcheggiata davanti al Plaza. Visto che lei ci ha consigliato di non tornare in quel posto, e dato che potrebbe essere facilmente collegata alla nostra presenza sul posto, mi domandavo se poteva mandare qualcuno dei suoi colleghi a recuperarla per conto mio, è una Ford Touring Sedan rossa fiammante. Vi posso lasciare una copia delle chiavi.


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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Gio 03 Gen 2013, 01:39

Resosi conto della presenza del comico, l'Agente Speciale cerca di sfoggiare un volto leggermente più sorridente e passare sopra all'imbarazzo della situazione.

"I miei collaboratori non avranno problemi a riportare la sua vettura al vostro nuovo indirizzo.
Vi è già stato assegnato un albergo più discreto, anche se meno lussuoso.
Vorremmo evitarvi altre sorprese, e due miei agenti resteranno sempre in zona.

Sarete sempre in centro a Manhattan, quindi non lontani dalle comodità e dai vostri averi.
Ecco i miei uomini.
Fate buon viaggio e non vi dimenticate ciò che vi ho detto: non siete soli in questa operazione.
A presto!"

I tre vengono guidati fuori dall'ufficio di Finn, e fatti salire nuovamente su una grossa auto scura, anche se stavolta è una Ford.
Al posto di guida e sul sedile anteriore due uomini taciturni e abbigliati rigorosamente in giacca e cravatta conducono il veicolo lungo strade buie verso le luci della città che non dorme mai.

---------------------------------------------------------------------------------------------

Le strade di Manhattan sono leggermente meno affollate quando l'automobile corre lungo le vie principali.
E' circa mezzanotte, i locali devono essere stracolmi.
Una serie di luci luminose a intermittenza brillano in direzione del Plaza.
Ma i due agenti non si fermano, passano oltre, raggiungono quasi Madison. Poi la macchina si ferma nel mezzo di una via deserta.
"Al capolinea, signori" annuncia l'autista.

Inizialmente la strada sembra deserta, senza traccia di alberghi o hotel. Ma dopo un po', nascosta da alcune insegne, si legge una scritta bianca su campo nero:
LANIER HOTEL
Stanze a 25c


"Da questa parte, prego" incita l'altro Agente entrando nel malfamato locale.
"Le stanze sono contigue e già pagate. Queste" dice porgendo tre mazzi "sono le loro chiavi.
Noi saremo fuori per la maggior parte del tempo, se ne avrete bisogno"

All'interno della sala dell'Hotel c'è un costante odore di frittura, un festoso vociare e persone ai tavoli che mangiano a qualsiasi ora.



Una voce di donna urla dal fondo della sala:
fritto misto a 20c! fritto misto a 20c!

Il luogo è tremendamente semplice rispetto al Plaza, ma i tre si sentono stranamente protetti in mezzo alla folla festante degli avventori del Lanier.

Salendo al piano superiore dove si trovano le stanze, i tre si trovano di fronte a corridoi particolarmente sudici e stanze spoglie, ma letti eccezionalmente comodi e funzionali.

La giornata appena trascorsa ha stancato tutti quanti e il sonno giunge presto per tutti, anche se turbato da incubi agitati e sconnessi.
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  torakfade il Ven 04 Gen 2013, 12:01



Max, stremato dalla giornata, si prepara all'ultimo sforzo; spogliarsi e mettersi a letto. Dopo tutto quel che ha passato, l'ultima cosa che voleva sentire era il vociare e il puzzo di fritto di quel dozzinale hotel. Se non altro, si sentiva al sicuro e protetto oltre che dall'anonimità dell'ambiente , anche dal supporto garantito dal Governo.

Apostrofa quindi i suoi compagni, con la valigia in una mano e le chiavi della stanza nell'altra:

"Signori, è stata una giornata difficile, e mi voglio ritirare senza indugio. Domani mattina telefonerò al mio contatto principale per comunicare le novità, e ricevere ulteriori istruzioni; per il momento, vi auguro una buona notte e vi consiglio di riposarvi bene dato che domattina dovremo essere pronti a qualsiasi cosa. Svegliatevi presto, ci incontreremo nella hall per colazione."

Ciò detto, soffocando uno sbadiglio, entra nella sua stanza. Getta la valigia in un angolo, chiude a chiave la porta e si sdraia sul letto ... chiude gli occhi solo per un attimo, ma gli sovviene il sangue del povero Gray e si sente sudicio. Si rialza con un brivido e soffoca uno sbadiglio; si spoglia e si sciacqua il viso, punta la sveglia alle 7.00 poi si mette a letto, sperando di non sognare assolutamente nulla... ma temendo siano speranze vane.
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  tofone2 il Ven 04 Gen 2013, 16:59

L'aspetto trasandato e la vitale confusione del Lanier Hotel ospitale e familiare, molto più dell'impressione avuta entrando nel Plaza. Era in posti come questo che a New York poteva trovare persone vere ed interessanti, immigrati appena sbarcati. Gente ha chiuso definitivamente un capitolo della loro vita e con gli occhi pieni scintillanti di speranza per il futuro. In quello stanzone c'erano più storie da ascoltare che in quel castello da cui era appena scappato. Se la giornata non fosse stata quella che è stata si sarebbe intrattenuto volentieri con chiunque passasse per quella stanza. Tuttavia, nel suo stato d'animo, e con quei ricordi ancora freschi nella memoria, Abe dubita di poter provare un sincero interesse verso qualunque racconto che non sia il proprio.
Alla fine decide di salire subito in camera. Poco prima di chiudersi la porta della camera alle spalle saluta i due compagni:

"Buona notte compari! Ah, se doveste sentire dei rumori irritanti e fastidiosissimi, non vi preoccupate. Dormite tranquilli e non venite a svegliarmi, sono io che russo."

E si sbatte la porta alle spalle come fosse una rullata di batteria.
Chiuso in camera si spoglia, ripiega accuratamente i vestiti, li ripone su una sedia e si chiude sotto la doccia. Dopo qualche minuto esce e si mette sotto le coperte in mutande e cannottiera. Nonostante l'inquietudine, e le figure macabre ancora fresche nella memoria, la stanchezza accumulata con gli shows della giornata ha la meglio e si addormenta rapidamente.


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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Dom 06 Gen 2013, 19:28




"Buona notte signori"

Con fare frettoloso entra nella propria camera riciudendo la porta a chiave...
un brivido gli percorre la schiena per via della giornata non proprio felice che ha appena passato, neppure stupendosi per la semplicità della camera, in fondo lui è abituato a frequentare posti così, da sempre.
Prima di spogliarsi e lavarsi, decide di dare un'occhiata alla finestra cercando di notare qualcosa di particolare dalle finestre dei palazzi di fronte e dopo aver guardato bene, si assicura che la finestra sia ben chiusa e che le tende siano tirate.
Si spoglia e si fa una doccia corroborante, subito dopo ripensa un attimo alla frittura da 20 centesimi, ma il sonno prevale su ogni qualsiasi voglia, come se dormire chiudesse un capitolo di una giornata assurda.

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Mar 08 Gen 2013, 01:14

10 Aprile 1921 - NEW YORK

Il risveglio al Lanier è tutt'altro che gradevole.
Dall'alba iniziano già i primi rumori molesti di sedie che vengono spostate dal vicino ristorante, e un sommesso vociare del personale che sta iniziando a pulire la sala dell'albergo rende difficile il sonno, specie per chi ha molto da rielaborare sugli avvenimenti a cui ha assistito la sera precedente.
Sono stati reali o solo un brutto sogno?

Trascorre poco tempo, poi l'avvocato Maximilian Hoffmann perde ogni capacità di restare comodo e disteso a letto e si alza, notando fra l'altro che le camere sono sprovviste di telefoni.

Uscendo dalla camera sullo stesso pianerottolo dove si trovano le camere dei suoi compagni di sventura, è stato disposto un piccolo cubicolo in legno con su verniciato un grosso logo di una cornetta telefonica, e la scritta in caratteri incerti:
TELEPhONE

Max inserisce alcune monete per utilizzare l'apparecchio antiquato, e compone il numero dell'ufficio di Ritchey.

Nemmeno il tempo di uno squillo. Subito la voce gioviale di una donna risponde, e Miss O'Donnell saluta cordialmente l'avvocato, premettendo che il Dottor Ritchey era in attesa di una telefonata.
La segretaria si congeda poi mettendo Max in attesa.
"Buongiorno Avvocato Hoffmann!" esclama una voce profonda e fluente.
"ho ricevuto un breve rapporto da parte dell'Agente Speciale Finn del BOI, che mi parla in modo entusiasta di lei e del suo team, a quanto pare formato in tempo record.
Sono molto turbato per quanto concerne gli avvenimenti del Plaza ma anche sollevato che voi siate illesi. Le vostre testimonianze aiuteranno moltissimo gli Agenti a creare una giusta pista da seguire qui a New York.
Per quanto vi riguarda la vostra prima e unica preoccupazione deve essere quella di recuperare tutto ciò che vi serve e partire infine alla volta di Bridgetown, in modo da aprire finalmente il capitolo che manca alle nostre investigazioni.
I nostri due agenti all'ingresso del Lanier sono a vostra disposizione, sia se avete bisogno di essere accompagnati da qualche parte, sia per raggiungere in pochi minuti la nostra aviosuperficie e partire nell'arco di mezzora verso le Barbados.
Vi auguro una buona preparazione.
Per qualsiasi cosa, la prego, non esiti a ricontattarmi o a servirsi dell'Agente Finn.

A presto!"
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La mente di Abe, nel tentativo di scacciare disperatamente le scene della sera precedente, si focalizza sul dettaglio tutt'altro che secondario della Ford. La sua automobile dove è finita?
Gli agenti avevano detto che gliela avrebbero riportata.
Le finestre del Lanier sono sudicie e danno su vicoli così stretti che è quasi impossibile notare le auto parcheggiate... forse scendere a controllare sarebbe stata la cosa migliore da farsi...
Rivestitosi di tutto punto, il comico scende le scale, e esce subito sulla strada, dove un uomo vestito di nero gli porge una chiave.
"Ecco qua il suo bolide, Mr. Ross" dice, e indica la splendida Sedan rossa parcheggiata lungo la via.
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Dopo essersi alzato di malumore, Alan decide di scendere nella sala dell'albergo per mangiare, e si stupisce di essere servito in modo rapido ed efficace con un vassoio di ciambelle fumanti. Quel posto per quanto sudicio ha una ospitalità d'oro, e una vera e propria arte nel friggere qualsiasi cosa.
Mentre gli viene servita una generosa tazza di caffè da una cameriera brutta e sorridente, il detective nota il comico che parla con alcuni sbirri appena fuori dell'ingresso del Lanier.
Lasciandosi sfuggire un sospiro, ripensa alle cose da recuperare che sono nel suo appartamento prima di imbarcarsi in una nuova impresa che lo avrebbe portato a migliaia di chilometri da New York.

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Mar 08 Gen 2013, 09:37




Alan ringrazia la cameriera, e comincia a fare la sua colazione, sorseggiando il caffè e mangiando le ciambelle, mentre tiene d'occhio quello scloncusionato...
Si chiede anche dove sia finito il suo datore di lavoro, ma per ora non se ne preoccupa più di tanto, anche perché avendo visto troppe cose strane il giorno prima e avendo avuto la promessa di un lauto compenso non pensa proprio che quell'ometto voglia imbarcarsi in un'avventura in solitario o in compagnia di un buffone......

Distoglie i pensieri e osserva le molteplicità di persone che animano questo hotel, abituato più a questa gente che a quella del Plaza si sente un po' come se fosse a casa... e questo lo rincuora, e tanto.
Finita la colazione torna in camera a prendere i miseri averi, rasandosi e uscendo con l'impermeabile sopra il braccio, sfoggiando una camicia "buona" in verità la camicia è la stessa del primo incontro con i suoi compari, ma almeno è la migliore che abbia e priva di buchi. il cappello è in valigia e le sigarette sono nel taschino della camicia.
La barba appena fatta fa spiccare la piccola cicatrice sulla guancia sinistra.

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  torakfade il Mer 09 Gen 2013, 11:57



Max, turbato sin dal momento del risveglio da un poderoso mal di testa, chiude la conversazione con Ritchley quasi con un sospiro di sollievo. Il vociare e i rumori tutt'attorno sembrano amplificati, così come il fetore di fritto e di muffa tipico di questi alloggi dozzinali.

Pensando che il peggio dovrebbe essere passato, si avvia di sotto, fermandosi solo un attimo a chiedere un bicchier d'acqua con cui mandare giù la sua pillola contro il mal di testa, presa dalla sua cospicua scorta in valigia mentre ancora era in camera.

Uscendo dall'hotel, respira la fresca aria primaverile cercando con lo sguardo prima di tutto i due agenti del BOI, poi i suoi compari; il detective Green sembra pronto a partire, rasato e composto per quanto lo possa essere una persona di tale rudezza, mentre il buffo comico gironzola intorno alla sua auto stordendo i passanti con le sue facezie.

Si avvicina dunque al detective Green, e gli dice:

"Sig. Green, spero abbiate fatto una buona dormita. Ho parlato con il mio, anzi ormai nostro, datore di lavoro e mi ha dato mandato di partire per la nostra destinazione: Barbados. Io ho già con me tutto il necessario, se avete dunque bisogno di fare qualche faccenda qui a New York vi prego di sbrigarla entro la mattinata, sarebbe ideale partire quanto prima e lasciarci alle spalle quanto accaduto ieri."

Cerca di attrarre anche l'attenzione del comico, ripetendogli all'incirca lo stesso discorso.
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Mer 09 Gen 2013, 14:16




"Sig. Max, vorrei fare un salto a casa a prendere un piccola valigia, eventualmente quando saremo a destinazione comprerò il necessario, soldi ne ho. Certo mi mancherà New york, la grande mela e i suoi vermi che gli brulicano all'interno... ma me ne farò una ragione.
Per andare a casa mia dovrò essere accompagnato da voi, oppure posso andare solo e ci si rivede qui?"



Alan si guarda intorno con fare attento ignorando il buffone che si agita di fianco alla sua macchina, memore delle parole del Fu sig. Grey riguardo un killer alle sue calcagna...

Tiene l'impermeabile in braccio e l'aria frizzantina di aprile non sembra sfiorarlo minimamente, anche se in cuor suo le stagioni calde gli sono sempre piaciute...

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Messaggio  torakfade il Mer 09 Gen 2013, 21:13



"Guardi, se il compianto sig. Grey aveva ragione riguardo al sicario sulle sue tracce più che la mia compagnia le potrebbe tornare utile la scorta di uno degli agenti che ci hanno portato qui stanotte" - indica gli uomini in attesa vicino all' ingresso - "non esiti a servirsene, sig. Green, la situazione non mi sembra adatta per fare complimenti. La attenderemo qui, nel frattempo cercherò di ottenere una parvenza di serietà dal nostro insolito compare..." - scuotendo rassegnato il capo, indica il comico che sembra in procinto di imitare qualche personaggio famoso a beneficio di un involontario quanto stupefatto e divertito pubblico.
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Messaggio  Il Grande Cthulhu il Gio 10 Gen 2013, 19:40




Alan si avvicina ad uno dei due agenti e chiede di essere accompagnato a casa propria per poter prendere una valigia con il necessario e per salutare i suoi cari.

Poi si gira verso Max "torno subito" mentre sale in macchina

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Messaggio  tofone2 il Ven 11 Gen 2013, 01:05

Gli occhi di Abe brillano alla vista della Sedan, prende subito le chiavi dalle mani dell'agente non mancando di ringraziarlo vivacemente:

"La ringrazio tantissimo, si senta pure libero di far colazione qui al hotel e di mettere tutto sul mio conto, tanto paga il suo capo. Visto che l'ha tirata giù dal letto solo per andare a prendere la mia automobile mi sembra il minimo. Le consiglio le ciambelle, ma non i bombolini, quelli sono solo ciambelle che sono venute senza il buco."

Poi passa oltre e fa scivolare la mano su tutta la carrozzeria della macchina. Completato tutto il giro si ferma dal lato guidatore, apre lo sportello e si piega dentro la macchina iniziando a rovistare vistosamente nella borsa degli attrezzi di scena. Dopo qualche minuto ne riesce perfettamente pettinato con una bombetta in testa, un monocolo all'occhio sinistro, un orologio da tasca, e un vecchio giornale spiegazzato sotto braccio.
Dopo aver chiuso lo sportello si appoggia al cofano della macchina, apre il giornale e lo tiene capovolto davanti a se sfogliandolo. Si pone in modo da essere perfettamente difronte ad un gruppo di ragazzini che siede sui gradini del portone di un palazzo sul lato opposto della strada.

Passa circa un minuto di silenzio, quando inizia a rumoreggiare come se si stesse schiarendo la voce, poi si gira il giornale tra le mani senza mai ruotarlo completamente. Quindi si ferma e prova a stenderlo sulla parte frontale del cofano; ci si piega sopra poggiando le mani ai lati del muso della vettura e sbuffa non contento. Sembra che ancora ci sia qualcosa che non lo soddisfa, ma che ancora non capisca cosa. Gira attorno al muso della macchina non perdendo di vista il quotidiano, arrivato sul lato opposto sobbalza febbricitante per qualcosa. Si rivolge per un'istante verso i ragazzini sorridendo ed annuendo. Quindi inizia un'epica e memorabile scalata della Sedan. Goffamente, partendo dall'altezza dello sportello anteriore del conducente, si stende sul cofano dell'automobile e scivola fino al giornale. Finalmente le scritte sono rivolte dal lato giusto. Con aria solenne, per quanto lo può essere una persona stesa su di una macchina, ricomincia a leggere il giornale sfogliandolo con movimenti ampi e meccanici che stirano di volta in volta le pagine. Arrivato in fondo giunge il momento di scendere dalla macchina, ripiega il giornale e se lo infila dentro la giacca quindi, prudentemente, come se fosse su di una cresta stretta e poco più lunga di lui sospesa nel vuoto, si affaccia dal muso della macchina. Terrorizzato dal baratro si ritrae subito e si tira il cappello davanti agli occhi per non vedere. Trovanto un po' di coraggio da un'altra rapida sbirciata, poì inizia ad organizzare la discesa. Prima di tutto inizia a girarsi lentamente su stesso rimanendo piatto contro il cofano, meglio non correre il rischio che una folata di vento lo sorprenda scaraventandolo nella voragine. Quando i piedi sono al posto della testa inizia ad arretrare lentamente sporgendosi sempre di più al di fuori fino toccare terra. Ora trae un vistoso sospiro di sollievo e con un balzo improvviso torna in piedi. Come se niente fosse stato se ne ritorna, passando difronte alla macchina, verso l'ingresso del hotel fischiettando e roteando in aria l'orologio da taschino. Dopo pochi passi la cipolla si stacca dalla catenina (un piccolo trucco di scena) ed Abe è costretto ad un tuffo in avanti per recuperarla. Si ritrova sdraiato sull'asfalto con il cappello volato poco più avanti di lui e le braccia stese difronte a lui, ma con l'orologio salvo e stretto tra le mani.
Tornato in piedi si riassetta i vestiti, si rimette la bombetta in testa e questa volta avanza deciso verso la hall del hotel uscendo di scena senza altri imprevisti.

Si dirige subito verso Max felice e sorridente:
"Spero che quei bambini si siano divertiti, sorridere è un buon modo di cominciare la giornata. Megli approfittarne anche noi finché possiamo.
Comunque volevo chiederle delucidazioni sui nostri programmi, quando ha intenzione di partire e con cosa? Sopratutto ho tempo per fare un paio di preparativi? "



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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  torakfade il Ven 11 Gen 2013, 12:14



Max emette un vistoso sospiro, infastidito dall'atteggiamento esuberante del comico; si trova comunque costretto ad apprezzare la sua abilità ed a concludere che potrebbe diventare un valido elemento per l'indagine in corso.

Strofinandosi le tempie con indice e pollice nel tentativo di placare il mal di testa in attesa che la medicina faccia effetto, sente un dolore lancinante... il taglio della sera precedente, gonfio e improvvisamente bruciante. Lascerà con ogni probabilità una cicatrice ... per ora, il dolore lo riporta bruscamente alla realtà, per cui risponde:

"Buongiorno a lei, signor ... credo che nel caos di ieri mi sia sfuggito di mente il suo nome ...

Comunque, dovremo partire al più presto, se possibile entro la mattinata; meglio lasciarsi alle spalle quanto accaduto al Plaza, sarà d'accordo con me. Il sig. Green è già andato a recuperare le sue cose. Se ha da fare dei preparativi, la prego di sbrigarsi, ci incontreremo qui al Lanier per poi dirigerci immediatamente ad un'aviosuperficie dove ci aspetta un aereo per Barbados."


Ultima modifica di torakfade il Ven 11 Gen 2013, 18:05, modificato 1 volta
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Ven 11 Gen 2013, 13:02



Appena fermata la macchina Alan scende tenendo in mano una valigia in pelle molto vecchia e logora.
Ringrazia l'autista agente e si dirige verso il Sig. Max.

"Io sono a posto e pronto per partire"
Alan osserva si guarda intorno e attende istruzioni.

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  tofone2 il Ven 11 Gen 2013, 22:44

"Probabilmente non ci siamo presentati ufficialmente. Sono Adrian Abe D. Ross, comico, cabarettista e intrattenitore di professione" -dicendo ciò stringe la mano a Maximilian agitandola su e giù freneticamente- "Vista la necessità di partire rapidamente non mi trattengo oltre e corro a preparare la valigia. Sarò qui in un batter d'occhio, quindi ora chiuda gli occhi e non li riapra finché non glie lo dico!"

Detto questo salta nella Sedan e sgommando sparisce nel traffico della città.

...
...
...

Dopo una ventina di minuti un Taxi si ferma davanti al Lanier strombettando un motivetto. All'interno della macchina si vede chiaramente Abe allungato dai sedili posteriori verso il clacson della macchina, ed il povero autista esasperato che cerca di ricacciarlo al suo posto.
Lo sportello posteriore della macchina si apre accompagnato da un sospiro di sollievo, il comico esce ridendo dalla vettura; con se ha una valigia e la borsa con gli attrezzi di scena. Non idossa più il mal assortito set di indumenti della sera prima, ora veste un paio di pantaloni chiari moribidi, una camicia bianca, una giacca sempre di colore chiaro ed un cappello stile panama. Al collo ha un nuovo papilion sempre rosso, ma con una fitta trama di puntini bianchi; ai piadi calza un paio di scarpe rosse con una strisca nera che traccia il perimetro della suola allargandosi verso il tallone. In mano stringe il suo bastone da passeggio.
Mentre che il comico entra nel hotel il Taxi parte a tutta velocità come se stesse scappando da qualcuno.

"Signor Maximilian può riaprire gli occhi, sono pronto a partire."


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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Sab 12 Gen 2013, 12:43

Sono circa le ore 10 di mattina, e la foschia primaverile che aleggia sulla città di New York comincia a diradarsi leggermente. I tre salgono sull'auto spaziosa degli Agenti, pronti ad essere scortati fino all'aviosuperficie menzionata da Ritchey.

La Domenica mattina il traffico risulta leggermente meno pesante, forse perchè le persone che la sera precedente erano a far baldoria sono ancora a dormire, o forse perchè anche le attività produttive sono sospese per il week end.
Molta gente si avvia verso la chiesa del quartiere, indossando abiti che non hanno nulla a che invidiare a quelli del Sabato Sera... sulla loro strada sorgono bancarelle, mercatini, mendicanti, e strilloni che urlano a gran voce le notizie del giorno.
Notizie della sera prima...
Il rumore delle macchine copre le loro grida, ma le grosse pagine di giornali scritte a caratteri cubitali risultano leggibili.
Nelle voci dei ragazzi intenti a cercare di vendere le pagine del "Times" c'è l'inquieta possibilità che possano parlare di Max, Alan e Abe; Un cadavere irriconoscibile, ritrovato in un albergo di lusso e non ancora identificato. Tre persone sono state viste con lui poco prima del ritrovamento. La polizia che lo identifica in base al registro e si mette sulle tracce dei tre...


No, fra i titoli dei giornali non ci sono allusioni al fatto della sera precedente.
E' un sollievo vedere che la stampa non ha ancora commentato l'accaduto, e si preoccupa di risultati di Baseball e di recenti inutili scoperte secondo le quali si potrebbe riciclare i gas di iprite della Grande Guerra come veleno per topi...















La Ford nera del BOI inizia a viaggiare più spedita, facendosi largo attraverso il quartiere di Jersey, e imboccando la litoranea verso sud.
Dopo una buona mezz'ora, allontanandosi dalla zona dell'oceano, l'auto arriva ad un piccolissimo aeroporto recintato, nascosto da alti cespugli e addossato a uno specchio d'acqua, un lago di poche centinaia di metri di estensione.
Sopra al lago sono ormeggiati tre grossi idrovolanti.

Gli Agenti Speciali che hanno accompagnato fino a qui i tre li conducono a un edificio di mattoni rossi a poca distanza dalla pista: due uomini sono seduti sull'asfalto dell'aviosuperficie, e stanno facendo strani esercizi con dei carrelli bassi e dalle ruote snodate. Probabilmente qualcosa a che vedere con il paracadutismo.
Appena vedono arrivare gli agenti smettono con gli esercizi e si alzano in piedi.
Sono entrambi vestiti da pilota, con tanto di occhialoni legati al collo; uno dei due è un ragazzo sulla trentina, di bell'aspetto, e dallo sguardo determinato, l'altro è un signore di una cinquantina d'anni, canuto e con dei vistosi mustacchi bianchi.

"E un piacere, signori!" esclama l'uomo, stringendo calorosamente la mano a ognuno.
"Sono il Colonnello Henry J.Wood, ma potete chiamarmi semplicemente Colonnello. Questo è mio figlio Ron.
Mi è stato dato un ordine, signori; quello di accompagnarvi fino a quello staterello usato a mo' di zuccherificio dagli INGLESI" (e rimarca un certo accento di disprezzo) "e così farò.
Avete già avuto il battesimo dell'aria?"
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Lun 14 Gen 2013, 01:38

Ridacchiando fra se, il Colonnello invita i tre a salire sul molo; poi da lì, salutando i colleghi del BOI, conduce tutti all'interno del grosso trimotore che ondeggia tranquillamente sul lago.



L'interno dell'idromotore è più stretto di quanto possa sembrare dall'esterno, e, mentre con voce altisonante il Colonnello ne vanta i pregi tecnici e la velocità assolutamente impossibile da eguagliare, i tre non riescono a non pensare a una grossa scatola di latta. Una grossa e ondeggiante scatola di sardine.

Il rombo dei motori che si riscaldano interrompe il flusso dei pensieri, mentre Ron distribuisce a Max, Alan e Abe dei sacchetti di carta, e poi urla, cercando di sovrastare il rumore: "VI SERVIRANNO!"
Dopo un interminabile serie di controlli di routine, l'aeromobile viene sganciato dagli ormeggi e messo in posizione di decollo, verso il lato lungo del lago. I motori incrementano il ronzio, e presto l'intera struttura compie una leggera accelerazione in avanti, mentre il Colonnello indica di legarsi le cinture.
Il decollo è un'esperienza abbastanza traumatica; il mezzo viene smosso in modo violento sia dall'acqua che dai vuoti d'aria presenti in abbondanza sotto la zona del lago.
Il continuo beccheggiamento persiste poi per un lasso di tempo sufficientemente lungo da mettere alla dura prova i tre passeggeri, e sia Max che Abe sono costretti a fare uso dei sacchetti in dotazione.
Alan, bianco in volto, resiste guardando continuamente fuori dal minuscolo finestrino che si apre all'altezza del suo posto.

Il viaggio è intercalato da pochi discorsi, dal momento che i motori producono un rumore così insistente da limitare la conversazione al minimo indispensabile; tuttavia il Colonnello Wood, dopo circa un'ora dalla partenza, si volta sorridente a osservare Max, Abe e Alan, chiedendo un circostanziale e urlato: "COME VA?".
Poi, sempre sorridendo alla vista dei loro volti impalliditi aggiunge: "STIAMO SORVOLANDO DIAMOND SHOALS, E PRESTO RAGGIUNGEREMO CAPE HATTERAS! VI CONVIENE DARE UN'OCCHIATA!!!"



Il faro più alto degli Stati Uniti D'America svetta di fronte al finestrino dell'idrovolante, sotto un cielo perenemente velato dalla foschia.
La baia di Diamond Shoals è poco oltre, e già si intravede la sua forma infausta e inaccessibile, un vero e proprio cimitero per le navi di passaggio. Le correnti di questo tratto in cui il mare incontra la terra portano a galla frammenti di qualsiasi imbarcazione sia affondata nel raggio di venti miglia, e impediscono, in caso di maltempo, di uscire dalle insenature di questo luogo maledetto.
Il Faro sembra sicuro e potente, ma nonostante questo la sua luce non riesce a far si che si verifichino disastri come quello della Deering, sicuramente attraccata ad uno dei molti moli che si intravedono lungo le coste del North Carolina.
Max si rende conto che queste zone saranno scenario di ulteriori indagini per quanto concerne il loro caso e la sua riuscita. Come si può ricostruire le motivazioni di un uomo senza sapere esattamente da dove veniva e dove si dirigeva?
Il primo ufficiale Brian Mc Lellan era passato da quelle zone, dopo essere stato incarcerato e rilasciato a Bridgetown. Poi le sue tracce si erano perse, era sparito.
Un brivido percorre la schiena degli osservatori. Il mare è profondo e mosso, inquieto unico testimone di ciò che è avvenuto all'equipaggio della Deering.

Il viaggio procede spedito, ma la distanza da percorrere è estremamente ampia, e l'unica buona notizia è che passata la zona di Cape Hatteras il tempo si mantiene ottimale fino all'avvistamento delle splendide isole delle Antille, sulla luce rosata del crepuscolo tropicale.

Sono le ore 20 quando l'idrovolante dei Wood inizia l'ammaraggio, e passa mezzora prima che Max, Abe e Alan riescano a sgranchirsi le gambe sul molo bianco di Bridgetown.



Meravigliati dall'architettura coloniale inglese e dall'ordine e dalla pulizia delle strade del porto, i tre vengono indirizzati dal Ron verso l'Hotel Bridgetown a poca distanza dal porto, per disfare i bagagli ed eventualmente riposare.

Il lussuoso albergo dovrebbe essere distante un paio di miglia dal molo. I tre vedono che la città si serve molto di carri trainati da cavalli per il trasporto pubblico; ma anche una passeggiata serale non è un'idea che dispiace le membra irrigidite dei tre.
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  torakfade il Mer 16 Gen 2013, 17:54



Max si guarda intorno, assorbendo ogni dettaglio dell'ambiente circostante: non aveva mai viaggiato così distante in precedenza, la meraviglia si mescola alla fatica e ai brutti ricordi del giorno precedente contribuendo a far sembrare il solito mal di testa un problema molto, molto piccolo.

Intorno a loro, non sembra esserci troppo movimento: l'ora è relativamente tarda e la luce del giorno svanisce velocemente per lasciar posto alla notte punteggiata di tremolanti luci alle finestre e qualche lampione. Il puzzo tipico dei porti aleggia nell'aria, e Max comincia a non sentirsi troppo bene; lo stomaco è ancora in subbuglio dopo il terrificante volo in quella specie di bara d'acciaio volante. Meraviglia della tecnologia, certamente, ma sperava di non dovervi risalire per un certo tempo.

Cominciando già a soffrire nei suoi vestiti eleganti a causa del calore e dell'umidità, entrambi decisamente superiori ai valori di New York, decide di non voler fare la strada a piedi con la sua pesante valigia. Cerca dunque d'attrarre l'attenzione di uno dei calesse che percorrono la via di fronte alla banchina mentre si terge il sudore con un fazzoletto ... d'un tratto, si ricorda dei suoi compagni, e per quanto sia convinto d'essere il leader di questa strana comitiva in forza del suo incarico governativo ed educazione palesemente superiore, si sente comunque in obbligo di chiedere:

"Signori, credo che sceglierò il trasporto pubblico per arrivare all'albergo. Non vorrei rischiare un colpo di calore, non immaginavo ci fosse tanta differenza fra qui e New York ... se volete unirvi a me, pagherò la corsa, altrimenti siete liberi di procedere a piedi e ci riuniremo all'albergo per un briefing prima di riposare; dovremo decidere il corso d'azione migliore per arrivare ai risultati che si attendono da noi."
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Mer 16 Gen 2013, 20:17



Finalmente sceso da quella trappola volante, Alan si massaggia le gambe per ripristinare la normale circolazione sanguigna.
Si guarda attorno e nota un gran via vai di carrozze, e non può non notare il caldo umido.
Si gira verso Max e: " Va bene useremo il trasporto pubblico, e una volta sistemati in albergo prima di fare qualsiasi briefing, proporrei di lavarci e di mettere qualcosa sotto i denti. Speriamo si mangi bene e si dorma decentemente. In più se domattina riuscissimo a dormire qualche ora in più non mi dispiacerebbe"

Alan si guarda attorno cercando di notare il primo calesse libero.

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