[PBF] Il Profondo

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Messaggio  ShuddeM'ell il Mar 19 Feb 2013, 23:02

Tornati nelle rispettive camere i quattro realizzano che la stanchezza li attanaglia più di quanto avessero creduto.
Probabilmente il viaggio per giungere fino alle Antille è stato provante, e anche se gli ultimi accadimenti hanno risvegliato l'attenzione e allontanato per poco il sonno, ora è senza dubbio o momento di riposare per essere attivi e precisi nei compiti dell'indomani.

I pensieri che affollano le menti dei quattro sono molti, e ancora molti interrogativi risultano fastidiosi nel torpore che precede il sogno... tuttavia nulla ostacola il loro riposo, e al mattino il clima umido e caldo di Barbados li sveglia riposati e di buon ora.

I camerieri lasciano in camera di ciascuno dei carrelli imbanditi per la colazione, e informano brevemente i clienti degli orari dell'Hotel per quanto riguarda il Pranzo, servito sulla magnifica veranda dove ieri sera è stata consumata la cena.

I Quattro, rivestitisi e raccolte le proprie cose, si ritrovano nella sala comune poco distante dalla Hall, dove pochissimi altri clienti sono intenti a leggere i quotidiani.


Ultima modifica di ShuddeM'ell il Ven 22 Feb 2013, 00:35, modificato 1 volta
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  tofone2 il Mer 20 Feb 2013, 23:12

Abe, con il suo abito bianco leggero e il cappello in stile panama in testa, siede in una delle poltroncine della sala comune. Sfoglia un po' accigliato uno dei quotidiani messi a disposizione dal hotel, si domanda se il rapimento della sera prima sia totalmente passato inosservato. Ora, a mente riposata, inizia a pensare che sarebbe stato meglio andare subito a sporgere denuncia alle forze dell'ordine. Continua a sfogliare il giornale cercando notizie ricollegabili al museo o al rapimento. Quando il gruppo si è riunito interrompe la lettura per esordire con un solare saluto programmatico:

"Buoon giorno signori! Spero per voi che abbiate fatto una bella dormita e che siate belli e riposati, se ho inteso bene i nostri programmi credo che ci aspetterà non poco lavoro. Per mio conto, credo che vestirò i panni del turista e passerò la mattinata a ficcanasare al museo."


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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Jason Scarr il Ven 22 Feb 2013, 10:40



Robert O'Reilly

Al suo risveglio, l'antiquario, si ritrova con lo stomaco chiuso.
Osserva il carrello imbandito, prova ad assaggiare qualcosa di leggero, ma dopo un morso si arrende e si accontenta di una tazza di the.
Si lava ripetuitamente la faccia nel tentativo di lavare via anche le preoccupazioni, ma invano … e con naso, barba e baffi ancora gocciolanti rimane a lungo a guardarsi allo specchio nel tentativo di razionalizzare quanto accaduto la sera prima e soprattutto durante la notte.
Ma come si possono razionalizzare i sogni ?
Optando per un vestito il più possibile diverso da quello usato durante il viaggio, sceglie un completo leggero molto chiaro.
Raccoglie il necessari per prendere appunti: taccuino, gomma e matita.
I suoi inseparabili orologio a cipolla, bastone da passeggio e necessario per fumare.
Decide di portare con se 30 dollari e di lasciare il resto della somma nella stanza, dividendo le banconote in quattro gruppi e nascondendoli tra i diversi vestiti e cassetti della camera.
Lo sguardo gli cade sui documenti di Thornspike e li nasconde sotto il materasso.
Infine decide di portare con se anche la luger, ben nascosta in una tasca interna della giacca.
Proprio non ha intenzione di fare la stessa fine dell'anziano amico.
Robert è l'ultimo a raggiungere il gruppo nella veranda, l'espressione ancora accigliata e turbata.
Si siede al tavolo rispondendo ad Adrian.
" … no … per niente, riposato nel fisico ma non nella mente … "
Poi, scuotendo la testa, aggiunge " un terribile incubo ha reso vana questa notte di sonno … ed ora … " conclude ancora pensieroso.
" Comunque, signor Ross, credo proprio verrò con lei al museo, anche se, come già forse ho accennato ieri sera, vorrei prima ed al più presto passare da un barbiere. I rapitori potranno non aver notato voi, ma molto probabilmente hanno notato me … e vorrei rendermi meno riconoscibile possibile"
" Quindi ... " pensa l'antiquario " dovrò fare coppia con te ... speriamo in bene ... "
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Ven 22 Feb 2013, 21:55




"e che cazzo, che sogno assurdo......" Alan si alza dal letto e ancora scosso e si infila in bagno per lavarsi e farsi la barba.
Fa una colazione abbondante sempre con il pensiero fisso all'incubo avuto questa notte.

Appena finito di mangiare, prende con se un po' di soldi, la pistola le munizioni, i documenti e un block notes e una penna, si veste leggero e raggiunge gli altri nella sala comune.

"Bella mattinata, vero signori? (si rivolge ai due presenti) io ho appena passato una notte di merda, però almeno mi sono riposato. La colazione era ottima e abbondante, e questo clima è molto diverso da quello schifoso di New York, ora aspettiamo che scenda il signor Max e a riguardo degli eventi accaduti ieri, decideremo sul da farsi"

L'investigatore si siede vicino ad Abe e sbircia il quotidiano "parlano dell'accaduto di ieri al compare del nostro nuovo amico?"

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Sab 23 Feb 2013, 00:43

Il quotidiano locale non accenna a nessun rapimento, e gli avvenimenti della sera precedente sembrano lontani e falsi, come un brutto scherzo rivelatosi per la sua natura falsa, e quindi risibile.
Ma la dolce e finta sensazione dura ben poco.
Un articolo in seconda pagina richiama l'attenzione dei quattro.

Inspiegabile effrazione al Royal Museum

L'evento è ancora avvolto dalla nebbia dell'incertezza, e le forze dell'ordine di Barbados continuano a cercare l'uomo che questa notte si è introdotto furtivamente nel museo rompendo una finestra del magazzino al primo piano. L'intruso si sarebbe poi diretto al piano inferiore, dove sono esposti i reperti archeologici.
Il signor McCarlie, lo storico custode, non ha percepito il rumore della rottura dei vetri, ma si è lo stesso reso conto della presenza dell'uomo e lo ha messo in fuga probabilmente facendo sentire la sua presenza.
McCarlie è tuttora ascoltato dalla Polizia per la sua preziosa testimonianza, che definirebbe almeno il genere dell'intruso; il custode infatti, lo avrebbe sentito urlare prima di fuggire e dileguarsi.
A quanto sembra nulla è stato asportato dalle vetrine del Museo, e questa azione sta per essere classificata dalle forze dell'ordine come uno scherzo di poca classe ai danni dei contribuenti, tuttavia il Capitano Cormick assicura che sarà fatta luce sulla questione, e il colpevole sarà certamente punito.
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  torakfade il Sab 23 Feb 2013, 13:57



Max si sveglia, inquieto e ben poco riposato. La sensazione di angoscia e di dover salvare qualcuno da un pericolo provata nello spaventoso sogno della notte gli riporta alla mente, con inquietante parallelismo, le esperienze dei giorni trascorsi da quando è iniziata questa sciagurata indagine.

Decide però di non lasciarsi abbattere e si prepara per la giornata d'investigazioni che lo attende insieme ai suoi alleati; dopo essersi lavato, allisciato i baffi e vestito con abiti leggeri e di ottima fattura, procede a fare un'abbondante colazione dato che non è sicuro se riusciranno a tornare all'hotel per il pranzo. Di fronte allo specchio, ripassa mentalmente ciò che sa sul caso e ciò che dovrebbe dire al commissariato.

Infine mette il suo portasigarette e l'accendino, la fiaschetta di bourbon, il fazzoletto, un piccolo flacone di pillole antidolorifiche nelle varie tasche della giacca; mette in una cartella i documenti relativi alla sparizione di McLellan (o almeno quelli che non sono troppo riservati da mostrare in pubblico), e controlla che il portafogli sia ben rifornito di soldi. Mentre sta per uscire dalla stanza, ripensa all'accaduto della sera prima e decide di prendere anche la sua Luger, controllando che sia pulita e carica; la mette nella tasca interna della giacca facendo attenzione che non si noti troppo.

Nella hall incontra i suoi compari, già intenti a chiacchierare. Si è forse attardato troppo a far colazione, ma non aveva intenzione di farsi sfuggire questi piccoli piaceri atti a distrarre la sua mente dalle assurdità che gli accadevano intorno.

"Buongiorno signori", li apostrofa, "Scusate il ritardo. Allora, possiamo procedere come secondo i piani fatti ieri sera? Io intendo recarmi al commissariato per prima cosa, per approfondire le vicende che ci hanno portato qui in primo luogo..." poi si interrompe, notando uno strano sguardo negli occhi del comico e del detective che stanno guardando intensamente la pagina della cronaca di un quotidiano locale.

"Signor Ross, Signor Green, c'è qualcosa che vi turba su quel giornale?"
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Jason Scarr il Gio 28 Feb 2013, 17:19

Quando i compagni di tavolo accennano al giornale, Robert si incuriosisce.
" cosa vuoi che ci sia scritto ... d'altronde, magari, qualche indizio in più sul furto del cilindro potrebbe anche esserci ... diamo un po' un'occhiata ... " e così facendo sporge a testa per sbirciare l'articolo che sembra aver catturato l'attenzione di Adrian.
Quello che legge quasi lo fa cadere dalla sedia ed a stento si trattiene dallo strappare il giornale dalle mani dello strano detective.
" Coooosa !?!? " esclama ad alta voce l'antiquario
" come sarebbe a dire che nulla è stato asportato dalle vetrine del Museo ?? "
Dopo aver lasciato turbinare la mente alla ricerca di una risposta si alza e dice.
" qui è tutto troppo strano ... sarà meglio moverci. Mentre io ed il signor Ross andremo al museo voi potreste anche raggiungere questo capitano Cormick, magari fingendovi della stampa estera ... mentre noi, detective Ross, una volta al museo potremmo parlare con McCarlie ... la parte dei turisti curiosi, a questo punto, ci calzerà a pennello "
E' con un leggero broncio e le dita che tamburellano sul tavolo che Robert conclude.
" e magari qualcuno potrebbe anche spiegarmi di qualche complicata matassa si stesse parlando ieri sera ... "
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  tofone2 il Ven 01 Mar 2013, 14:01

Abe sventola nervoso il giorna difronte a Max guardandolo torvo e serio, cercando di imitare gli atteggiamenti burberi di Alan. "Detective Ross, non suona neanche male." Pensa divertito portando avanti la sceneggiata nonostante la serietà del problema.

"Dubito che si possa parlare di una coincidenza, anche se mi sembra un tentativo di furto fin troppo roccambolesco per essere collegato alle persone che ieri sera sono riuscite a rapire il suo collega."- rivolgendosi a Robert -"Mi aspetterei che qualcuno capace di rapire una persona nella sala da pranzo di un hotel, davanti ad almeno una decina di testimoni, sia abbastanza sveglio da portare a termine un furto senza essere sentito. Comunque questo è solo un articolo di giornale, meglio andare direttamente alla fonte."

Così dicendo si alza dalla poltrone prendendo il bastone e sistemandosi il cappello in testa.

"Direi che è giunta l'ora di mettersi al lavoro."


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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Ven 01 Mar 2013, 23:15




Alan guarda con attenzione il giornale e si ripete in mente l'articolo appena letto, nessun furto e nessuna segno a parte la finestra rotta, il custode che sente un urlo... strano...

rivoglendosi a Max : "andiamo al commisariato a chiedere più informazioni a questo mister Cormick, forse sapendone di più, sarà più facile portare avanti l'indagine"

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Sab 02 Mar 2013, 01:17

Dopo aver chiesto alcune informazioni al personale dell'albergo, Robert si dirige a piedi con Abe verso la bottega di un barbiere distante qualche isolato.
Abe invece di fermarsi prosegue per pochi metri ed entra in un piccolo caffè locale, a dire il vero piuttosto disabitato.
Il proprietario, un nativo di nome Jerome, sulla cinquantina, molto amichevole e divertito dalle battute del comico.
Il tempo trascorre chiacchierando del più e del meno, e il barista rivela a Abe che la zona urbana è praticamente disabitata in questa stagione; ancora i turisti americani devono arrivare, verso Giugno, e allora tutte le sale da ballo ora chiuse riapriranno, il Cocoa Club rimetterà su il suo Vaudeville Show e la città si animerà nuovamente. I nativi di Barbados fanno poco o nulla di questi tempi, impegnati nei campi o nella pesca. La sera generalmente si ritrovano sulle banchine per giocare d'azzardo, ma gli svaghi sono sempre pochi.

Terminato il taglio di barba e capelli, Robert esce dalla bottega del silenzioso barbiere creolo abbastanza soddisfatto del trattamento, anche per via del caldo afoso che non favoriva l'acconciatura precedente.
Ritrovatisi, Abe e Robert raggiungono in meno di venti minuti il Royal Museum di Barbados, un edificio di tre piani dal gusto tipicamente elisabettiano, fortemente anglosassone anche nell'ordinato taglio dei cespugli nell'ingresso.
Ma una brutta sorpresa attende i due.
Il portone principale è serrato, e una volante bianca della polizia è parcheggiata poco distante.
Bussando un paio di volte, i due percepiscono dall'interno una voce stanca e strascicata, dall'accento fortemente inglese, che malamente chiede:
"Che la peste vi colga! Che volete? Chi siete stavolta? Ho risposto a tutte le domande possibili e immaginabili! Per Giove! Dileguatevi!"



Intanto Alan e Maximilian, saliti su un taxi parcheggiato fuori dall'Hotel, chiedono di essere portati al vicino commissariato di Polizia.
La strada per il commissariato è molto complicata, e anche se in linea d'aria la distanza non è molta, le strade che si inerpicano su per le colline sono molte e difficili da ricordare.
La sede della Polizia di Barbados è un edificio piuttosto nuovo, bianco fulgido e ornato da una facciata classicheggiante, sulla quale troneggia l'emblema della Royal Barbados Police Force



Alan e Max salgono i gradini che li separano dall'ingresso, poi entrano nelle fresche aule del palazzo, dove mezza dozzina di funzionari sono intenti alle loro pratiche.
Dopo aver tentato di chiedere informazioni a uno degli impiegati e aver ricevuto un diniego secco e, anzi, un invito al silenzio, Alan sta per innervosirsi; ma ecco che dallo stesso ingresso dal quale sono entrati i due fanno la comparsa due ufficiali preceduti da un anziano graduato, che appena scorge Max e Alan, si avvicina e chiede cortesemente:
"Scusate l'attesa signori, avete bisogno di qualcosa?"
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  torakfade il Ven 08 Mar 2013, 20:52


Max, rinfrancato dall'apparire di un ufficiale col quale poter parlare, si prepara rapidamente al discorso cercando di mettere in mostra tutta l'abilità e la confidenza di un avvocato di successo. Fa un cenno impercettibile ad Alan, come per chiedere di lasciarlo parlare senza intervenire.

"Si, effettivamente avremmo bisogno d'aiuto. Sono Maximilian Hoffmann, avvocato d'ufficio per il signor Charles Brian McLellan; mi è stato riferito che, all'inizio di quest'anno, il mio assistito era qui a Barbados ed ha avuto a che fare con la legge, per cui volevo ottenere maggiori informazioni su cosa sia esattamente successo per poter preparare una linea di difesa efficace in un procedimento legale che lo coinvolge. Forse sarebbe meglio, se possibile, parlarne in privato" e volge lo sguardo intorno, a sottolineare la scarsa privacy offerta dall'ufficio pieno di funzionari, cercando nel contempo di capire se qualcuno stesse ascoltando e le eventuali reazioni.
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Ven 08 Mar 2013, 22:38

L'ufficiale squadra Max e Alan.
La divisa completa di cappello lo fa sudare vistosamente.
"Sono poco pratico del caso a cui alludete... McLellan... non è quel discorso di furto d'arte?
Facciamo così, contatto il Procuratore Adams, voi nel frattempo seguitemi, vi faccio accomodare nel suo ufficio, dovrebbe essere qui entro poco..."
Il corpulento e gentile ufficiale di polizia scorta Alan e Max in una stanza molto bella e luminosa, con un ampio balcone che da su un giardino tropicale di un verde intenso.
Le poltrone sono comode e fresche, ricavate da saggi intrecci di vimini, materiale assai più valido della pelle, da queste parti. Un aroma strano, dolciastro, aleggia nell'ufficio del procuratore di Barbados.
Una grossa placca metallica troneggia sulla scrivania ordinatissima:

R. ADAMS
Procuratore


Passano una ventina di minuti abbondanti, poi la porta d'ingresso si spalanca, ma purtroppo non si tratta del tanto atteso procuratore, ma di una ragazza molto carina, probabilmente nativa di Barbados, appesantita da un grosso carico di cartelle e documenti, che impacciata si affretta a depositare sulla scrivania passando fra Max e Alan.
Ecco che l'aroma dolciastro torna a ripresentarsi con più forza; è ormai certo che si tratti del profumo della segretaria del procuratore, la quale sfoggia un sorriso smagliante e si rivolge ai due dicendo:
"Signori, è per me un grande piacere esservi d'aiuto, ma purtroppo, come vedete, la burocrazia rischia di sommergermi, quindi devo chiedervi cortesemente di venire al punto in modo rapido. Che posso fare per voi?"




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Messaggio  Jason Scarr il Dom 10 Mar 2013, 10:53

ROBERT O'REILLY

Robert ha un brivido nel vedere la macchina della polizia parcheggiata proprio li, nelle vicinanze.
Si rende conto che non dovrebbe esserci niente di strano, che visto il tentativo di furto la presenza di una volante potrebbe, ed anzi dovrebbe, essere ordinaria amministrazione.
Ma le caratteristiche del rapimento del vecchio Thornspike lo tengono in tensione.
Se in quella macchina ci fossero gli stessi uomini, quella sortita potrebbe rivelarsi un imboscata.
Si volta verso Adrian cercando di simulare un aria il più possibile allegra e disinvolta, ma con un breve ed impercettibile cenno della testa e degli occhi lo invita ad osservare l'auto.
" probabilmente l'ha notata anche lui, ma meglio non lasciare niente al caso "
Poi si siede sugli scalini davanti al portone, poggia la schiena sulla porta e risponde al custode cercando di farsi sentire da lui, ma non dalle persone all'interno dell'auto.
" Siamo della stampa estera... " dice guardando Adrian con lo sguardo di chi cerca aiuto e suggerimenti " ... la sapremmo ricompensare adeguatamente se ci fornisse qualche informazione su quanto accaduto ieri ... ma non vorremmo metterla nei guai chiedendole di aprire l'entrata principale del museo per noi ... non possiamo incontrarci, che so ... nei pressi di un uscita secondaria ? "
Conclude guardando il detective con gli occhi sbarrati.
L'antiquario non si sente bravo ad improvvisare, forse il detective Ross saprà procedere meglio di lui e dare delle indicazioni più convincenti.
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Messaggio  Il Grande Cthulhu il Dom 10 Mar 2013, 12:36




Alan aspetta la risposta da parte di Max.
Accenna solo un sorriso verso la signorina, e alzandosi in piedi: "Piacere di conoscerla, mi chiamo Alan Green, (accennando il tentativo di un bacia mano) lei è la signorina..... Ottimo profumo, davvero.... per essere così buono deve costare molto...." (impacciato in un modo di fare non proprio consono per l'investigatore dai modi rudi, abituato com'è ad avere a che fare con donne dai modi di fare non proprio ortodossi....)

L'investigatore si risiede e guarda Max con espressione di attesa (come se gli avesse passato la palla...)

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Messaggio  ShuddeM'ell il Mar 12 Mar 2013, 00:57

@Robert & Abe:
Un secco rumore di serratura precede lo scricchiolare del pesante portone del museo.
"Perdindirindina NO!" esclama l'uomo che ha appena aperto ai due.
"Non intendo rispondere ad altre domande fuori o in vicoli di nessun tipo, sono stato chiaro?"
Sull'ingresso è comparsa finalmente la figura che finora ha parlato celata: si tratta di un anziano e signorile figuro, sulla sessantina forse, altissimo e allampanato, fasciato nella divisa blu e oro del Guardiano del museo. La tesa del cappello d'ordinanza gli cala sopra agli occhi stretti, nascosti anche da un paio di sproporzionati baffi bianchi, così lunghi da fuoriuscire letteralmente dal profilo del volto dell'uomo.

"Mi hanno davvero reso intrattabile questa mattina!" confida l'uomo invitando Abe e Robert a entrare all'interno.
"Credo di essermi meritato una tazza di té senza ulteriori domande, non trovate?
Anzi, signori, mi dite che siete di provenienza straniera, quindi viaggiatori. Se siete giunti fino a qui una tazza di té ve la meritate anche voi, no? Gradite? Prego prego, da questa parte" continua, spingendosi sempre più nei meandri dell'edificio.

Robert e Abe reputano più saggi entrare piuttosto che restare all'esterno in prossimità di quell'automobile che ancora è motivo di inquietudine. Il custode del museo si ferma solo quando è giunto in cima a una lunga gradinata ed è entrato in un piccolo ufficio adibito ad angolo cucina dove sobbolle una teiera.
"Beh, che dire, è una scocciatura bella e buona, nevvero? Posso chiedere a lor signori che cosa ci fanno qui?" riprende il custode.
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Messaggio  torakfade il Gio 14 Mar 2013, 19:00

Max si alza galantemente per salutare la nuova arrivata, cercando di far la migliore impressione possibile su quella bella ragazza, seppur leggermente impacciato;

"Buongiorno... il mio nome è Maximilian Hoffmann, e come accennato al funzionario che ci ha introdotti, sono alla ricerca di informazioni sul caso McLellan in quanto suo avvocato d'ufficio assieme al mio qui presente collaboratore; ho saputo che è stato tratto in arresto, mi par di capire per furto d'arte, ma i dettagli sono fumosi... eppure, i dettagli sono fondamentali nel mio mestiere, e speravo di trovare qualche spiegazione qui per poter difendere al meglio il mio assistito nei procedimenti che lo riguardano."

Si guarda un attimo intorno, osservando l'ordine dell'ufficio e l'eleganza del giardino esterno; riflette per un istante prima di domandare:

"Possiamo dunque chiedere a lei di illuminarci su questo caso, signorina ... mi scusi, non ho colto il suo nome?"
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Messaggio  ShuddeM'ell il Ven 15 Mar 2013, 01:23

La ragazza, quasi sorpresa dalla richiesta, resta un attimo stupefatta. Si aggiusta gli occhiali sul naso e porgendo la mano all'avvocato scandisce: "Rebecca Adams, procuratore distrettuale. Vi chiedo scusa se non mi sono presentata prima, pensavo... beh è un piacere averla qui avvocato Hoffmann."
Poi, accennando un saluto anche ad Alan "Signor Green..."

La ragazza dolce e gentile che è entrata sembra essere ben più severa e inflessibile quando si barrica dietro alla sua scrivania di mogano.
Si siede composta e incrociando le braccia conserte, come a volersi proteggere, esita leggermente a dire: "Avvocato, sa lei meglio di me che un furto d'arte è reato penale, e che nonostante lei possa essere armato delle migliori intenzioni la procedura per accedere a dati strettamente correlati al processo è ostacolata dal fatto che lei non si presenta col suo assistito o con l'autorizzazione di un giudice. In tutta sincerità non sono stata informata preventivamente di un ulteriore indagine a carico dell'ufficiale McLellan, quindi perchè se ne dovrebbe parlare?"
La donna, stranamente contrariata, attende immobile una risposta dall'avvocato.
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Messaggio  torakfade il Sab 16 Mar 2013, 10:54



Max appare colpito dal repentino cambiamento nella giovane procuratrice. Vero, era stato avvisato da Ritchley che si trattava di un caso "strano", ma ogni persona coinvolta, ad ogni livello, sembra essere restia a parlarne (quando non muore in circostanze assurde ed atroci) ... d'altronde, queste informazioni gli servono, e subito. Ritchley potrà aiutarlo ad ottenere qualsiasi conferma sia necessaria a sostenere le sue storie. Sfodera dunque tutto il suo charme e comincia a tentare di convincere la Procuratrice:

"Signorina Adams, le assicuro che ha ragione sulle mie migliori intenzioni. Non è per semplice diletto o interesse economico che m'interesso di questo caso, ma per l'amore della mia Patria ... ad essere sincero mi aspettavo infatti che McLellan fosse stato incriminato per attività ribelli piuttosto che per furto d'arte, per quanto io riconosca la gravità di quest'ultima accusa."

L'avvocato tira un sospiro e si strofina la radice del naso con le dita, come fosse a disagio e costretto a rivelare un terribile segreto, e guarda negli occhi l'avvenente Procuratrice prima di proseguire, in tono di voce leggermente più basso e modulato:

"Deve sapere, in confidenza, che il mio assistito è accusato di associazione al Comunismo per sovvertire l'ordine costituito ed instaurare l'anarchia... capirà certamente che non gli sarebbe mai stato concesso di essere presente qui, fuori dal territorio degli Stati Uniti. Se ne ha bisogno, sono certo di poterle procurare un'autorizzazione dal Giudice competente in un tempo ragionevole, ma con ogni momento che passa il mio assistito rischia la pena di morte e non mi perdonerei mai se, come mi viene da sospettare visto il coinvolgimento in furto d'arte piuttosto che in una ribellione, fosse invece innocente di quanto imputatogli. Per questo la prego di aiutarmi e farmi capire cosa sia effettivamente accaduto, nel nome delle buone relazioni che legano i nostri rispettivi Paesi."
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Sab 16 Mar 2013, 17:24



Alan osserva e ascolta in rigoroso silenzio i due, gli occhi sembrano seguire una partita di tennis, Max, procuratrice, procuratrice, Max, Max, procuratrice....ecc... per poi soffermarsi sulla procuratrice, osservandola per bene, in ogni sua curva, nel suo viso.... le parole dei due, ora suonano come se fossero ovattate e prive di senso, il mondo si ferma, i fatti accaduti finora e il motivo per cui si trova a barbados sono oscurati dalla bellezza di quella ragazza, da sembrare una diva di Hollywood alla pari della bellissima Mae West....
Il detective ora si trova in un limbo, e completamente fuori dal mondo.....

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Lun 18 Mar 2013, 01:25

Lo sguardo intelligente della Procuratrice si concentra su Maximilian per un istante, e l'avvocato inizia a provare la sensazione di disagio di chi è inquisito, scrutato, ispezionato da testa a piedi... fra un istante la donna gli chiederà di andarsene o peggio...

Le mani conserte si sciolgono e gli occhi neri di Rebecca Adams tornano gioviali, mentre iniziano a fissare anche Alan.

"Le credo, Avvocato Hoffmann, la cosa è quasi assurda, ma d'altronde non penso che avrebbe avuto altra valida motivazione per assoldare un mastino come il qui presente Signor Green" dice la ragazza, rilassando l'espressione in un sorriso solare.
"Mr. Alan Green" ripete, come a voler soppesare meglio le sillabe del suo nome, "ho sempre avuto un talento nel determinare il mestiere delle persone a prima vista... posso chiamarla Detective Green, giusto?"

Poi la procuratrice torna a rivolgersi a Max: "Il fascicolo dell'ufficiale McLellan sarà messo a vostra disposizione entro stasera. Potremmo incontrarci nuovamente in veste meno ufficiale per un caffè. Che ne pensate?"

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Lun 18 Mar 2013, 11:38

Alan perso nel suo mondo fatato fatto di unicorni, arcobaleni e procuratrice, si sente chiamato in causa.... Alle parole della procuratrice (posso chiamarla Detective Green, giusto?) pensa : (potrebbe chiamarlo persino orsacchiotto zuccheroso, e non ne avrebbe male)
In un attimo si riprende dai pensieri che lo avevano coccolato fino a quelche istante prima e proferisce in direzione della procuratrice : "Ehm.. ebbene signorina Adams, ha colto in pieno la mia professione, sono un investigatore privato di New York, e accompagno il mio amico nelle sue peripezie, e per quanto riguarda il caffè, nessun problema, accettiamo di buon grado (parlando anche per conto di Max), saremo più rilassati e sicuramente la conversazione sarà splendida...(imbarazzo) intendevo dire... interessante ai fini preposti.... (sorride in direzione della splendida creatura che ha davanti)". Muovendo nervosamente le mani, e grattandosi la piccola cicatrice sulla guancia sinistra fissa negli occhi la signorina.

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  tofone2 il Lun 18 Mar 2013, 23:33

L'imbeccata di O'Reilly è superflua. La macchina della polizia era diventata la sua prima preoccupazione fin da quando avevano messo piede in quella strada. Per quanto ne sapevano loro poteva essere la vettura guidata dai rapitori la sera prima, automobile che però non avevano visto e non potevano riconoscere in alcun modo. Comunque sia ormai erano lì, se qualcuno stava tenendo d'occhio il museo sicuramente li aveva visti entrare. Questo voleva dire che non era più un problema di cui preoccuparsi, meglio cercare un modo di farsi prendere in simpatia dal Custode.

Giunti nel cucinotto, Abe coglie l'occasione per presentarsi e stringere calorosamente la mano dell'uomo:
"Prima di tutto le porgo le scuse mie e del mio collega per questa irruzione, io sono Adrian Ross. Per quanto riguarda la ragione della nostra visita: ci farebbe piacere porle alcune domande. Niente che però non possa essere discusso con calma dopo una tazza di tè, anzi per me si è giusto fatta l'ora della seconda colazione."

Si interrompe un attimo per accomodarsi sulla sedia più vicina.

"Tè con latte a colazione
Tè e limone per seconda colazione
Tè e biscotti dopo pranzo
Tè con latte dopo il manzo

Mia nonna raccontava sempre così, diceva che per fare poesia bisogna essere ispirati. Lei non lo è mai stata."



Adrian Abe D. Ross
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Mar 19 Mar 2013, 11:23

-------------------------------------------[Alan&Max]---------------------------------------

Dopo una sommessa risata che la procuratrice Adams soffoca dietro le mani cortesemente poste davanti alla bocca, come a non volersi lasciar sfuggire quel suono argentino derivato dall'indecisione di Alan, aggiunge scherzosamente:
"Detective, le viene avanzata l'istanza di presentarsi, assieme all'Avvocato Hoffmann" e qui si interrompe per un pomposo inchino verso Max di intento chiaramente comico, "al Cafè Royal, questa stasera alle ore 21.
Sarà una conversazione splendida ai fini preposti" aggiunge salutando i due e continuando a sorridere dell'imbarazzo di Alan.
--------------------------------------------------------------------------------------------

-----------------------------------[Abe&Robert]--------------------------------------------------

Il custode osserva seriamente Abe declamare i versi, poi lo fissa ancora per qualche secondo senza aggiungere nulla, con un'espressione sorpresa.
L'uomo inizia a ridere di gusto, con una strana intonazione cigolante che proviene dalla gola e la bocca inizialmente chiusa a tentare di contenere l'ilarità che invece pare coinvolgerlo molto.
Entro breve la sua risata diventa fragorosa e incontrollata, e il custode non riesce a trattenere le lacrime:
"Milord, sono secoli che non ridevo di questa fatta! Voi mi dilettate più che una barzelletta sulla Regina!"
continuando di tanto in tanto a ripetersi la filastrocca appena sentita, l'anziano allampanato, serve i due ospiti con tazze di tè di immacolata fattura, e si siede infine anche lui, molto più disposto al dialogo di prima.
"non mi pare di aver compreso bene i vostri nomi signori, ma senza alcun dubbio devo prima scusarmi per la mia totale mancanza di educazione: il mio nome è William Donald McCarlie,e lavoro in questo museo da trent'anni, quando ancora era al servizio di Sua Maestà"

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  torakfade il Mar 19 Mar 2013, 19:51



Max si sente molto sollevato dalla piega positiva presa dagli eventi, cerca tuttavia di non dar troppo a vedere questo sentimento per paura che contrasti un pò troppo con la "missione" dichiarata.

Mantenendo un'aria compassata, ma lasciandosi libero di sorridere giovialmente, replica semplicemente:

"La ringraziamo molto dell'invito, per la prima volta nella mia carriera sarà un vero piacere rispondere alla convocazione del Procuratore Distrettuale! A questa sera allora."

Durante i congedi di rito, già comincia a pensare che sarà meglio non lasciarsi distrarre dall'avvenenza di questa donna ... più sono belle, più sono pericolose; sia lui che gli altri (volenti o nolenti) hanno uno scopo preciso da raggiungere qui a Barbados, e le distrazioni possono essere fatali.
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Mer 20 Mar 2013, 00:41




Alan sorride disteso e compiaciuto, "la legge è legge procuratrice, stasera alle 21 al Cafè Royal. Grazie per l'invito. A presto"

L'investigatore già pensa a come si potrà vestire nel modo migliore, per poter fare bella figura agli occhi della bella signorina.

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