[PBF] Il Profondo

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Gio 18 Ott 2012, 22:00



Alan vede sparire la macchina di Grey nelle trafficate strade di new york, "maledetto..." borbotta.... poi interrotto dai suoi pensieri dal comico che continua ad incontrare stasera, lo fissa, si rimette il cappello schiacciandoselo nervosamente in testa, e dopo aver fatto mente locale "se proprio vuole, mi potrebbe dare uno strappo al distretto di polizia vicino a dove abito. Ma non si aspetti di essere pagato per questo, altrimenti sono in grado di usare il "cavallo di san francesco" le mie gambe funzionano molto bene...."

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Ven 19 Ott 2012, 00:11

@Abe & Alan

La Sedan di Abe è un gioiellino di automobile, comoda e estremamente maneggevole, inizia a destreggiarsi nel traffico di New York senza problemi.
La stazione di polizia più vicina e aperta a quest'ora è il Diciannovesimo Distretto, fra la 67esima e la Lexington Avenue; questo vuol dire che Abe deve guidare tagliando tutta Manhattan lungo la 5a Avenue... e Alan si sta pentendo di non aver fatto la via a piedi. Tutto questo tempo a disposizione del comico per sfagiolare le battute più atroci!
L'investigatore osserva distrattamente la folla che cammina lungo i marciapiedi della Città durante il Sabato sera, stretta sui marciapiedi sacrificati al traffico stradale durante le ultime ristrutturazioni, eppure forzatamente sorridente e vestita in modo sfarzoso. Tutti sono sfarzosi e sorridenti, lungo il viale più costoso del mondo. Sbuffando, mentre l'auto procede attraversando la 58esima strada, dove le gioiellerie sembrano villette a schiera, Alan si rende conto che Abe sta facendo rallentare la Ford, fino quasi a fermarsi. E il motivo è più che valido...

L'investigatore e il comico si lanciano un'occhiata incredula: possibile che quella coupè blu parcheggiata di fronte a loro sia la stessa che gli è sfrecciata davanti poco fa?
La fortuna gli ha evitato di mettersi a frugare per tutta New York?
Abe si avvicina e parcheggia a poca distanza.
Alan controlla per prima cosa la targa. New York, cinque tre quattro, cinque sette sei, sussurra, a bassa voce.
Sbuffando del fumo azzurrino dal sigaro Abe si avvicina alla Ford blu.
"Abbiamo trovato l'ago blu nel pagliaio, anzi, l'ago blu nel lago"
Ma Alan è troppo compiaciuto dalla fortuna che gli è capitata per irritarsi delle battute del comico, e già pregusta il momento in cui acciufferà finalmente Gray.
I due alzano lo sguardo.
Ai piedi della coupè blu c'è un ingresso ampio e accogliente, monumentale nella sua grandezza.
Sulla sommità di due colonne dal gusto neoclassico un'insegna svetta, recando le parole:

PLAZA HOTEL


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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Ven 19 Ott 2012, 00:29

@Maximilian

La richiesta via telefono di informazioni su possibili detective a NY non ha portato i frutti sperati, e solo una cena davvero ottima riesce a tirare Max su di morale. Il compito che gli è stato affidato non è semplice, specie per quanto riguarda la gestione di una squadra. Gli elementi giusti per evitare i guai sono sempre coloro che si conoscono meglio, e come è possibile formare una squadra valida senza conoscere nemmeno le strade in cui ci si trova.
Maximilian torna nel suo appartamento, attendendo che gli vengano passate telefonate che non arrivano mai.
Finalmente un nome. Da Boston gli viene comunicato che a New York è operativo un certo Florian Slappey, di origini del sud, molto famoso specie ad Harlem, dove è considerato un vero e proprio mastino, e dove risiederebbe tuttora.

Sono le 9.45 circa, quando Max percepisce un certo trambusto nella camera accanto alla sua. Qualcuno deve essere rientrato con una certa fretta; la porta sbatte, e qualcosa che di sicuro non era infrangibile deve essere caduto sul pavimento.

[Prova di Ascoltare!]

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Ven 19 Ott 2012, 08:42

@Maximilian

Un'imprecazione arriva distinta alle orecchie di Max, passando per la sottile parete che separa la sua camera dal punto in cui probabilmente si trova l'ingresso dell'appartamento accanto.
I passi di chi si muove là dentro sono nervosi e molto rapidi, si avvicinano e si interrompono bruscamente in un punto che si trova esattamente in corrispondenza della sedia sul quale Max si era seduto per ricevere telefonate...
"Ehi... si, sono io, sono in albergo..."
Max, non senza un certo imbarazzo, si rende conto che l'uomo sta usando il telefono, e la sua voce passa facilmente attraverso la sottile parete decorata
"... si lo so che non ti devo chiamare, ma qui la cosa non è risultata semplice come doveva essere. Ero allo Shoeshine, e quel cane di un detective mi è piombato addosso... si. Alan Green, esatto. proprio lui. Non sono riuscito a fare la mia parte perchè qualcun altro non ha fatto per bene la sua... cosa? no, non lo pago io. perchè dovrei? ma che razza di ragionamento... ah. ok...
...ma in contanti, e domani stesso.
anche se mi pare sempre inutile buttare via i soldi così.
Se solo fosse più efficiente il tuo uomo, avremmo un problema di meno.
...
ricevuto, domani sera stesso posto. Scusa, ma dovevo chiamare"


Max è sicuro che la telefonata sia terminata solo quando i passi riprendono nervosamente a calpestare il pavimento della camera accanto. Che strani discorsi... beh, se non altro queste sottili pareti gli hanno dato il nome di un altro detective attivo in zona.
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Ven 19 Ott 2012, 21:50



Alan si rivolge al comico "beh..grazie di tutto, io sono arrivato, devo entrare e scoprire in che stanza alloggia quel gran figlio di buona donna, nella speranza che tutto vada liscio, non vorrei arrivare ad usare le maniere forti per recuperare il mio compenso...."

Detto questo scende dalla macchina e aggiustandosi il cappello e tastando sotto l'impermeabile la fidata pistola, e senza voltarsi verso il comico, si dirige verso l'entrata del Plaza Hotel guardandosi intorno con circospezione, nascondendo più possibile l'eccitazione dovuta al colpo di fortuna.

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  tofone2 il Sab 20 Ott 2012, 10:03

Vista la coupè blu davanti al Plaza parcheggia rapidamente la Sedan in un posto sicuro e scende assieme all'investigatore. Avvicinandosi alla macchina non crede alla fortuna sfacciata che hanno avuto. Durante un'ora di punta, in una delle città più caotiche ed affollate degli Stati Uniti, sono riusciti a ritrovare quella macchina, e pure parcheggiata davanti al monumentale Plaza. Abe, ancora con il sigaro in bocca, è palesemente stupito. La bocca è spalancata e gli occhi sgranati, il sigaro vistosamente sbilanciato in avanti non si sa bene come riesce a non cadere. E' una di quelle espressioni da palco volutamente esagerate così che non possano lasciar dubbi anche a chi segue da lontano e distrattamente la scena.

-"Sembra che il suo portafoglio strabordi di soldi, anzi sono i fogli a strabordare dal suo porta soldi!"-

Lo sconosciuto si è già fiondato alla volta del Plaza "Con i suoi modi finirà sicuramente al distretto di polizia". Sventolando il foglio ritrovato nelle quinte lo raggiunge.

-"Mi aspetti, io devo restituire questo foglio. E comunque con i suoi metodi non riuscirà ad entrare in camera di nessuna. Il Plaza è per vips, immagino che sappiano tenere a bada piccioni ed impiccioni"-

Così supera il "compagno" diretto verso il portone di quel castello costruito in piena New York che è il Plaza.


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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Sab 20 Ott 2012, 11:31



Alan si vede superare dal comico che lo ha appena scarrozzato qui, deve ammettere che non aveva notato per via della fretta di recuperare il credito, la bellezza e il lusso di questo hotel, in effetti Alan ha sempre frequentato motel di infima categoria e si sentirebbe come un pesce fuor d'acqua in un posto simile, è sempre stato abituato a trattare con portieri corruttibili o molto omertosi, che non si interessano se dentro una delle loro stanze si sta svolgendo una rissa o una sparatoria, molte volte al primo colpo di pistola non fanno altro che chiamare la polizia e continuare ad ascoltare la radio subito dopo neppure distogliendo lo sguardo da quello che stavano facendo prima.
Rivolgendosi al comico :"Forse ha ragione, lei potrebbe aiutarmi ad entrare senza troppi problemi, sicuramente saprebbe trattare molto meglio di me con gente della borghesia piena di sè e con la puzza sotto al naso. La accompagnerò per restituire il foglietto, così riuscirò a parlare con Gray."

L'investigatore spera di recuperare il dovuto al più presto, per poter tornare alla sua vita di sempre nei sobborghi della città.....


Ultima modifica di Il Grande Cthulhu il Dom 21 Ott 2012, 08:39, modificato 2 volte

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Dom 21 Ott 2012, 00:36

@Abe & Alan

I due entrano nell'immenso salone dell'Hotel Plaza; un colonnato maestoso troneggia davanti ai loro occhi e un valletto vestito con una divisa rossa sgargiante corre verso di loro. Tenendosi il cappello si inchina lievemente e con un cenno, si offre di far loro strada.
Alan e Abe sono ancora esterrefatti quando il ragazzo li accompagna di fronte a un bancone di legno scuro e pregiato dietro al quale altri dipendenti dell'albergo sono intenti a svolgere i loro compiti. Un anziano signore particolarmente alto e allampanato, vestito di nero, con cura, gli chiede cortesemente il motivo della loro presenza.

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  torakfade il Dom 21 Ott 2012, 08:43



Max, incuriosito da quanto ha sentito e sospettando che qualcosa di losco stia accadendo, affina tutti i sensi e resta in ascolto cercando di carpire qualche altra preziosa informazione; in fondo, si dice, è abituato a mantenere i segreti dei clienti e se la situazione si rivelasse innocente non ne farebbe parola con nessuno, ma se venisse fuori qualcosa di davvero losco avrebbe potuto già accrescere la sua reputazione a New York! Con la dovuta cautela, s'intende, un ospite del Plaza non poteva essere un delinquente qualsiasi ... avrebbe dovuto misurare con cautela i passi e riflettere bene prima di agire.
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Dom 21 Ott 2012, 20:50

@Maximilian

Acuendo ulteriormente i suoi sensi e direzionando un orecchio proprio in corrispondenza della parete comune, Max percepisce nuovamente un passeggiare nervoso. L'uomo che ha parlato fino ad ora al telefono con tono quasi rabbioso sembra avere qualche grattacapo...
I passi si fermano, e anche oltre le pareti Max sente una certa pausa, una specie di tensione che irradia dall'appartamento accanto al suo.
Il silenzio è rotto da quella che Max percepisce come una bestemmia o un'interiezione colorita.
Poi i passi riprendono.
Di sicuro il suo inquilino è turbato, questo è ormai certo, ma oltre la curiosità, Max non troverebbe altro motivo per interagire con lui; in effetti i discorsi mozzati sentiti fino a quel momento potrebbero avere una spiegazione che li classifica come legittimi. C'è forse motivo di dubitare altrimenti?


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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Mar 23 Ott 2012, 14:21





Alan alla vista dell'anziano allampanato, resta in silenzio, sperando che il comico, trovi un'ottima scusa per incontrare Gray, probabilmente la sua parlantina potrebbe essergli utile, senza dover impugnare una pistola o dover ricorrere alle maniere forti, in un così bel Hotel...

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  tofone2 il Mar 23 Ott 2012, 14:27

Avvicinandosi al bancone Abe si riassetta l'abito scuro, aggiusta il colletto della camicia bianca e raddrizza il papillon rosso sgargiante. Giunto davanti all'anziano signore esordisce prima con un sorriso, poi con tono cortese entra in scena:

-"Buona sera! Ci scusiamo per l'ora, siamo due dipendenti dello Shoe Shine. Abbiamo motivo di credere che un nostro comune cliente, un certo signor Grey, questa sera abbia perso nel nostro locale questo telgramma. Un signore che sedeva al tavolo accanto a quello del signor Grey, ha consegnato questo foglio ad una nostra cameriera dicendo di averlo trovato sotto la sedia di Grey poco dopo che questo se ne è andato. Ovviamente non abbiamo nessuna certezza di essere nel posto giusto, ma se non è un problema potrebbe controllare il registro dell'albergo? A essere sinceri in circostanze normali non ci saremo scomodati neppure noi, ma il contenuto di questo telegramma ci è sembrato quanto meno una cosa imporante."-

Abe tiene in mano il foglio ben piegato su stesso così che non si possa leggere al suo interno. Tuttavia non fa alcun cenno che lasci intendere di volerlo far leggere a quel uomo. Rimane fermo con una mano sul bancone guardandolo con un sorriso composto e misurato.
Questa volta sta ben attento a non cedere al suo estro artistico, evitando di arricchire il discorso di inresistibili giochi di parole e battute. Resiste anche alla sfrenata tentazione di suonare a più riprese il campanello del bancone. Il Plaza è un istituzione a New York, un palcoscenico con le sue regole, dove etichetta e discrezione sono due principi inrinunciabili. Non il palco in cui Abe si sente a suo agio, lui preferisce posti in cui la gente non si fa troppi problemi, dove non si scandalizza e vuole divertirsi e ridere tanto. Un vero artista deve comunque sapersi adattare al pubblico, e quello del Plaza non è un pubblico facile.


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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Mar 23 Ott 2012, 14:47

@Alan & Abe

L'anziano maître dell'albergo, con fare misurato nel minimo dettaglio, si sposta verso un angolo del bancone, e inizia a consultare un grosso libro rilegato in pelle. Scorre una lista di nomi e sembra non aver bisogno di consultare altre pagine oltre a quella che ha già aperta davanti.
"Si, signori, il Signor Gray Christopher è un nostro cliente; vi prego di accomodarvi nella Hall, dove al più presto vi metterò in contatto con lui. Antoine!" esclama rivolto ad un giovane valletto "per favore, accompagna i signori e mettili a loro agio."

Il ragazzo sorride e mostra con un braccio la direzione di una grandissima sala munita di tavolini di marmo e ferro battuto in stile liberty, alcuni dei quali occupati da persone intente a fumare e discorrere.

"Solo un'ultima cosa aggiunge il maître:
Con quale nome devo annunciare Lor Signori a Mr. Gray?"
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  torakfade il Mar 23 Ott 2012, 17:43



Max, a causa forse dei tentativi di concentrarsi ad ascoltare quanto accadeva nella stanza a fianco, comincia a soffrire di uno dei suoi soliti mal di testa. Decide perciò di lasciar perdere il suo strambo vicino, e di scendere a bere un bicchiere di latte caldo al bar ... di solito lo aiuta a rilassarsi e fa diminuire il mal di testa. Se non fosse stato sufficiente, avrebbe preso una delle sue pillole prima di coricarsi, cosa che intendeva fare presto poiché l'indomani sarebbe stato un giorno decisamente pieno.

Una rapida aggiustata ai baffi, recupera la giacca dall'attaccapanni e si avvia verso l'ascensore, diretto al bar nella hall dell'albergo...
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Mer 24 Ott 2012, 00:23

@Maximilian
Max percorre l'immenso atrio che lo separa dalla Hall. Passa davanti al bancone dove il gentilissimo maitre lo saluta cortesemente, e si dirige al bar, chiedendo un latte caldo.
Il barista, elegante e sorridente, sembra lievemente colpito dalla richiesta, ma si accinge subito a soddisfarla.
I tavolini di fronte al bar sono quasi tutti deserti, pochi avventori restano nell'albergo il Sabato sera, giorno fatidico per la metropoli che non dorme mai.
"Il suo latte, Signore"
il barista porge cerimoniosamente il bicchiere a Max.
Da questo punto preciso, con le spalle al bancone, si riesce a scorgere l'ingresso del Plaza con la sua Hall dalla grande vetrata, e la città scintillante che fuori di qui sta celebrando la sua età dell'oro. Chissà quanto ancora durerà, pensa Max, sorseggiando il latte, ancora troppo caldo...
Sono appena entrati due nuovi clienti, pare. Stravaganti, a detta di Max, uno agghindato in modo vistoso e forzosamente elegante e l'altro che con fare misterioso mantiene il cappello anche dentro a un posto simile... che strana, stranissima coppia!
Senza contare che entrano senza bagagli... no ecco, chiedono informazioni al maitre, sventolando un pezzo di carta.
E poi si dirigono verso la Hall, avvicinandosi a Max, che ancora non trova nulla di più oziosamente curioso sul quale posare gli occhi.
Il giovane valletto in abiti lisi sta accompagnando i due a un tavolo, aggiungendo frasi di circostanza che lasciano intendere che i due attendano qualcosa o qualcuno.
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Messaggio  tofone2 il Gio 25 Ott 2012, 13:32

-"La ringrazio molto per la disponibilità, gli dica che lo aspetta Adrian Ross."-

Volutamente evita di menzionare il compagno, lasciandogli l'opportunità di presentarsi come meglio crede, e quindi scegliere la sua parte in questa piccola messa in scena.
Abe ripone il foglio nella tasca interna della giacca e, girando sui soli tacchi delle scarpe, si rivolge sorridente al ragazzo.

-"Prego, la seguo."-
Dopo essersi allontanato dal bancone, quanto basta per non rischiare di essere sentito dal vecchio, riprende a parlare liberamente:
-"Ragazzo, com'è lavorare in questo castello. Ho sentito dire che da qualche parte ci dovrebbe essere pure un fantasma. Probabilmente si aggirerà giù nelle cantine. Te lo dico perchè se lo trovi faresti bene ad acchiapparlo. Io ne ho gia trovati due, uno dentro la Statua della Libertà e un altro che volteggiava sobrio fradicio nel retro di un locale. Con il tuo faremmo tre! Hai grandi-magazzini sulla Quinta con tre fantasmi hai diritto ad uno sconto del 50% in tutti i reparti."- Il comico finisce la battuta annuendo seriamente al ragazzo per sottolineare la "serietà" dell'offerta.

Ed ecco che il povero ragazzo si vede riversare addosso il prezzo dei 5 minuti di serietà appena trascorsi.


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Messaggio  Il Grande Cthulhu il Gio 25 Ott 2012, 21:16




"Mi chiamo John Smith, e come anticipato dal mio collega lavoro allo Shoe Shine, grazie per l'accoglienza"
Con la mano sinistra si toglie il cappello e lo tiene stretto, nervosamente gira lo sguardo, aspettando di vedere da un momento all'altro il signor Gray.
Appena non visto dal maître sussurra all'orecchio del comico: "sicuramente appena mi vedrà tenterà la fuga come è già successo, sarà meglio che ad aspettarlo in bella vista ci sia solo tu, io andrò al bancone a prendermi uno scotch, e appena mi darà la schiena mi farò vivo...."

Alan si alza e si dirige al bancone...

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Messaggio  torakfade il Ven 26 Ott 2012, 11:13



Il mal di testa di Max comincia ad attenuarsi. Il latte caldo fa proprio miracoli ... una bevanda così salutare! Nel mentre osserva oziosamente i due nuovi entrati, criticando mentalmente il modo di vestirsi e di presentarsi di entrambi in un luogo così raffinato. Sembrano veramente fuori luogo qui, soprattutto in un pacifico sabato sera in cui tutta la gente è fuori a divertirsi... tutti tranne il suo vicino di stanza, a quanto pare.

L'uomo più alto, toltosi il cappello, scambia un sussurro col suo compare; sembra il più normale fra i due, per quanto non proprio ben vestito. L'impermeabile e il cappellaccio, il viso rasato e dai lineamenti duri suggeriscono una persona d'azione, semplice e diretta, al contrario del suo compagno che sembra pomposo e vestito in maniera inappropriata, tanto da apparire una parodia d'eleganza.

Max non è per natura particolarmente curioso o socievole, ma gli eventi della giornata l'hanno lasciato un pò scosso e New York gli ha trasmesso un certo senso di isolamento: nella sua Boston, per quanto meno importante e sfavillante, ci si sente meno soli e ci si saluta per strada anche fra sconosciuti. In più, questa strana coppia sembrava in qualche modo troppo fuori posto in quel luogo e avrebbe voluto saperne qualcosa in più. Il suo vicino aveva nominato un detective che lo seguiva, e l'uomo rasato sembrava proprio appartenere al genere...

Decide perciò, vedendo che l'uomo rasato si sta facendo servire una bevanda, di fargli un cenno ed invitarlo al suo tavolo mentre il suo compare chiacchiera incessantemente con il valletto. Nel peggiore dei casi sarebbe stato ignorato e avrebbe potuto finire il suo latte caldo e andarsene a letto...
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Messaggio  Il Grande Cthulhu il Ven 26 Ott 2012, 19:45



Alan attende che gli venga versato lo scotch e guardandosi in giro nota il cenno dell'uomo baffuto diretto molto probabilmente a lui, visto che al suo fianco non c'è nessuno.
(se mi siedo al suo tavolo riuscirò a camuffarmi fra i clienti)
Quindi con il bicchiere in mano si dirige verso il signore che gli ha fatto cenno, e si siede, appoggia il cappello sulle gambe e il bicchiere sul tavolo, e restando in posizione defilata ma tenendo d'occhio il suo "compagno di ricerca" in attesa dell'arrivo di Gray, esordisce "Buonasera a lei, mi chiamo John, se non sono troppo indiscreto, quale motivo lo ha spinto a farmi un cenno d'invito al suo tavolo? Sicuro che il latte a quest'ora non rischi di farla ubriacare?(accenna un sorriso di scherno trattenuto a stento) Lei è il signor...?"
E subito dopo comincia a gustarsi il suo scotch invecchiato (molto meglio di quel sciacquatura di piatti che servono nei luoghi che normalmente frequenta...)


Ultima modifica di Il Grande Cthulhu il Sab 27 Ott 2012, 17:08, modificato 1 volta

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Messaggio  torakfade il Ven 26 Ott 2012, 22:20



Max trova la rude franchezza dell'uomo rinfrescante, dopo essere stato adulato e corteggiato tutto il giorno dai rappresentanti del Governo e dagli addetti del Plaza. Non era certo spaventato oppure offeso: il suo lavoro lo metteva spesso di fronte a delinquenti, poliziotti e altra gente il cui galateo non era dei migliori, in più la gioia del nuovo incarico e dell'alloggio principesco avrebbe addolcito ogni scortesia. Ciò non toglie che non voleva certo farsi menare per il naso! Risponde dunque in tono leggermente condiscendente:

"Il motivo è semplice, caro signore, è quasi sempre meglio bere in compagnia che da soli! Per quanto riguarda la mia scelta di bevande, non vorrei mai mettere nei guai la proprietà dell'hotel in cui alloggio: il diciottesimo emendamento della nostra gloriosa Costituzione, entrato in vigore poco più di un anno fa, proibisce la vendita di liquori se non per scopo medicinale, come lei certo saprà ..." e qui accenna a sua volta un mezzo sorriso di scherno "... ed essendo in un certo senso un tutore della legge, non vorrei alcuna responsabilità in merito!"

Per non allontanare subito il suo interlocutore, però, unisce le mani di fronte al viso e prosegue più cortesemente:

"Ma sto divagando: il mio nome è Maximilian, piacere di fare la sua conoscenza, sig. John. A parte il bere in compagnia, sarò franco e forse un pò indiscreto anche io: trovo inusuale che una coppia di persone si presenti al Plaza di sabato sera senza bagagli, e mi chiedevo se per caso voleste condividere con me la storia che vi porta qui; potrebbe certamente essere interessante, e a quanto pare" - indica discretamente il compagno baffuto dell'uomo che continua a sommergere il valletto di battute e chiacchiere - "il suo amico avrà ancora da fare per un pò..."
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Messaggio  ShuddeM'ell il Sab 27 Ott 2012, 01:16

Cerimoniosamente preceduto da un valletto, Christopher Gray entra nella Hall del Plaza. In pochi alzano realmente lo sguardo tanto da notare l'ometto basso e nervoso, con un'ampia stempiatura sui capelli bianchi e corti. I suoi occhi azzurri si posano furtivamente su ogni persona della stanza, ma subito dopo, con un'espressione sollevata, l'uomo si dirige verso Adrian Ross. Maximilian nota che il suo discorso non riceve più l'attenzione necessaria a continuarlo, Alan sta fissando il nuovo arrivato, apparentemente con l'intento di non mostrarsi a sua volta.

"Mr. Ross!" Esclama Gray appena vede il comico "incontrarla di nuovo per me è ... è un onore! sono da sempre un suo grande grandissimo ammiratore. Cosa la porta qui al Plaza? Posso forse fare qualcosa per lei? ah e una cosa volevo chiederle... stasera, allo Shoeshine, subito dopo il suo spettacolo... mi capirà. La fretta che avevo per concludere degli affari... e mi sono dimenticato che dovevo vedermi con un certo detective Green. Se lo rivede gli dica pure che mi tratterrò qui ancora per un po', sono alla 26..."
Gray tende la mano ad Abe.
"Le posso offrire qualcosa, Maestro?"

Maximilian e Alan dal tavolo capiscono parte del discorso, in generale si capisce che si stanno scambiando i convenevoli, ma l'ultima parte è a dir poco assurda; forse la distanza ha stravolto il significato...


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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Sab 27 Ott 2012, 12:32



Alan volge lo sguardo verso Gray, che sta amabilmente parlando con il comico, ignorando completamente il signor Maximilian si alza dalla sedia e fulmineo si dirige alle spalle di Cristopher. Gli piazza la mano sinistra sulle spalla e dice: Signor Gray, i miei ossequi, ti ricordo il debito che hai con me per il ritrovamento di quella stupida bottiglia per cui mi hai ingaggiato. Ti avviso non provare a scappare come hai fatto allo Shoe Shine, altrimenti la prossima volta che ti avrò ritrovato, dovrai andare per forza in ospedale perché il tuo naso non sarà bello dritto come lo è ora...."
Alan osserva ogni singolo movimento del signor Gray nervosamente, il cappello è tenuto nella mano destra, e lo sguardo è molto serio.

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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  torakfade il Sab 27 Ott 2012, 14:41



Max voleva una storia, e invece di sentirsela raccontare pare che stesse accadendo proprio di fronte a lui! L'uomo con cui aveva appena parlato ora nominava un precedente incontro allo Shoe Shine, assieme a non proprio velate minacce... proprio dove il suo vicino di stanza era stato preso di mira da un detective di nome Alan Green quello stesso giorno... non poteva essere un caso.

Quindi il signor "John" era un detective, come aveva sospettato, sotto falso nome per acciuffare quel tizio.

C'era qualcosa di losco sotto, ma Max non voleva mettercisi di mezzo per il momento, dunque attese al tavolo di vedere come proseguiva la faccenda, sempre pronto ad alzarsi e intervenire in favore dell'uno o dell'altro uomo se l'avesse ritenuto necessario.
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  ShuddeM'ell il Sab 27 Ott 2012, 23:43

In un modo del tutto controllato che tradisce anche una certa preparazione, il signor Gray si volta verso Alan e sfoggia un sorriso sardonico:
"Detective Green. Spero non si sia offeso per la mia mancanza di liquidi. Sono corso via per l'imbarazzo di non essermi presentato a lei con quanto le spettava di diritto... quando avevamo pattuito?" e ammiccando passa quattro grosse banconote da 50$ a Alan
"credo tuttora che abbia svolto un valido lavoro, si è assolutamente meritato il suo compenso. Se lo goda il più possibile... Ora, se non le dispiace, stavo parlando con il Maestro" aggiunge, alludendo a Abe e spostandosi lentamente verso il bancone per offrire qualcosa all'attore.

Il discorso, svoltosi in modo abbastanza plateale e forse in modo voluto, è stato sentito anche da Maximilian, che ha appena svuotato il bicchiere dall'ultimo sorso di latte e si sta asciugando i baffi...
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Re: [PBF] Il Profondo

Messaggio  Il Grande Cthulhu il Dom 28 Ott 2012, 13:31



Alan molla la presa dalla spalla di Gray e agguanta i soldi pattuiti tenendoli stretti nel pugno e infilandoseli nella tasca dei pantaloni "Se il problema era solo la mancanza di soldi, invece di scappare come un ladro, poteva dirmelo tranquillamente, non la avrei seguita fin qui..."
Vedendo il lento muoversi di Gray verso il bancone, lo segue rimettendosi il cappello in testa, e ritirando fuori i soldi, controllando se siano veri, e appena sicuro di ciò, infilarli nel proprio portafoglio.
(E ora sentiamo cosa ha dire riguardo quell'assurdo telegramma....)
Lo sguardo torna su Gray che idolatra il comico da strapazzo..... (non capisco proprio questo senso dell'umorismo... in fondo la vita è un cazzotto in piena faccia dato da Jack Dempsey e non ci vedo nulla da ridere)...

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Re: [PBF] Il Profondo

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